Android, chi c’è e chi non

di Marianna Di Iorio

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Android di Google interessa non soltanto gli esperti del settore Mobile: Intel ha deciso di partecipare all'alleanza. Ma c'è anche chi, come Symbian, non mostra alcun interesse

Dal 5 Novembre, giorno in cui Google ha annunciato Android, la sua piattaforma software per dispositivi mobili, il colosso di Mountain View sembra stia attirando verso di sé tutta l’attenzione dei media e delle aziende.

In realtà, anche se sono molte le multinazionali che hanno deciso di entrare a far parte della “grande alleanza” (Open Handset Alliance), sia del settore sia meno esperte, ci sono altre che dimostrano di non aver alcun interesse nei confronti del software.

Da una parte, dunque, suscita interesse la decisione presa da Intel: unico produttore fuori dal mercato della telefonia a prendere parte all’Alleanza.

In particolare, Intel sta pensando di far girare la piattaforma di Google sul suo progetto Mobile Internet Device, una soluzione mobile basata su sistema operativo Linux.

Intel punta a trasformarsi nel più grande produttore di chip del mondo nei prossimi 5 o 10 anni. E, per raggiungere questo obiettivo, intende inserirsi completamente nel mercato dei dispositivi mobili. «Gli utenti finali – ha affermato Gary Willihnganz, direttore del settore mobile a Intel – desiderano avere sempre con loro le caratteristiche complete di Internet, l’esperienza che loro riescono ad avere sui loro PC, in modalità mobile».

D’altra parte ci sono operatori mobili, come Symbian, che dichiarano di non avere alcun interesse per Android.

Per John Forsyth di Symbian, «la ricerca e la piattaforma per i dispositivi mobili sono due cose completamente differenti». «Google non ha nessun esperienza in questo settore», ha aggiunto ancora Forsyth.

Ma, Nokia, maggiore distributore di smartphone con sistema Symbian, potrebbe in qualche modo cambiare la situazione.

Infatti, come afferma Simon Ainslie, portavoce di Nokia UK, l’azienda sta discutendo con Google per una possibile implementazione della sua piattaforma. «Noi siamo sempre aperte alle discussioni e ai confronti su questo argomento. Prima non eravamo pronti a prenderci questo impegno. Ora, invece, stiamo avendo alcuni contatti con Google».

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