MobileMe e la sincronizzazione web-based

di Daniele Dileo

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Dopo le vicissitudini legate all'effettivo livello di prestazioni, analizziamo il prodotto Apple nato col proposito di rinnovare l'offerta di servizi web-based: MobileMe. Uno strumento nuovo che mira ad avvicinarsi all'iPhone

Quando Apple decise di rinnovare la propria collezione di strumenti web-based – che fino a poco tempo fa era compresa nel pacchetto .Mac – con MobileMe non avrebbe immaginato di andare incontro al rischio flop. Eppure, la falsa partenza (con i problemi di mancata sincronizzazione ed email “perse”, che hanno portato Apple a correre ai ripari con una semi-pubblica ammenda e con l’estensione di un mese gli abbonamenti già in corso) non deve far dimenticare le potenzialità del servizio: nuove applicazioni, nuove caratteristiche che lo rendono più vicino all’iPhone e maggiore attenzione per la la mobilità

MobileMe mantiene molte vecchie caratteristiche di .Mac, come ad esempio lo storage online e l’hosting Web, ma fornisce un’enfasi maggiore alla sincronizzazione delle informazioni tra i vari dispositivi. L’utente MobileMe sarà in grado di condividere email, contatti, agenda, foto e files di ogni tipo tra l’iPhone, il computer di casa, quello aziendale, quello dei dipendenti o l’iPod touch.

La chiave di tutto è nella sincronizzazione e nella tecnologia “Push”. Quest’ultima è una comunicazione Internet nella quale un server “spinge” i propri dati, non appena essi vengono aggiornati, direttamente a destinazione e la destinazione è qualunque dispositivo collegato al server. Se si pensa al mondo aziendale, spesso è di importanza fondamentale che i dati siano costantemente aggiornati nelle varie caselle postali o nei vari PC. E per far sì che il nuovo sistema sia appetibile anche alle aziende che utilizzano Microsoft Exchange, Apple vi ha incluso anche le prestazioni di ActiveSync di Microsoft (sostituito con Mobile Device Center dall’avvento di Vista).

In dettaglio, le email, gli eventi, i contatti sono immagazzinati in un secure server online (che Apple chiama “nuvola”) che provvede ad aggiornare tutti i dispositivi collegati al network spingendo l’informazione a destinazione in modo da sincronizzare tutti gli utenti che accedono al network. Si ha accesso alla stessa mail, agenda, rubrica, in una parola informazione, sia che ci si trovi su un Mac, un PC, un iPod Touch o un iPhone. Così se viene inserito un nuovo evento in agenda da un computer, l’aggiornamento sarà automatico, ad esempio, sull’iPhone. Naturalmente il tutto funziona anche all’inverso: gli aggiornamenti fatti sull’iPhone, vengono immagazzinati sul server Web che provvederà a sincronizzare tutti gli altri dispositivi ad esso collegati.

Se si aggiunge cioè un contatto alla rubrica dell’iPhone, esso sarà immediatamente visibile anche alla rubrica dell’applicativo Mail sul computer di casa. Anche per le foto vale lo stesso discorso: l’aggiornamento della foto di un vostro contatto in rubrica sarà effettuato automaticamente su tutti i dispositivi collegati alla nuvola. Essendo un servizio online, c’è ovviamente una componente Web. Le mail, i contatti e l’agenda hanno tutte una versione online nel sito Me.com che ospita una suite di applicazioni: Mail, Contacts, Calendar, Gallery e iDisk.

Per chi ha familiarità con i sistemi Mac OS X, gli applicativi di questa suite risulteranno di facile utilizzo. Difatti l’interfaccia di Mail rispecchia quella del client Mail dei Mac OS X e lo stesso vale per Contacts, che è del tutto simile a Address Book e per Calendar, non presente nella suite .Mac, che riprende abbastanza fedelmente l’applicativo iCal. C’è la possibilità di creare diversi calendari e di trascinare eventi da un calendario all’altro. Gallery è il successore di Web Gallery presente in .Mac, ed è lo strumento online che consente di archiviare e condividere le proprie foto. Inoltre è possibile, come lo era per Web Gallery, generare un URL a cui gli utenti possono accedere per guardare le immagini. Immagini che possono essere caricate da iPhone, o direttamente dal pc di casa tramite gli applicativi Aperture o iPhoto, così come era possibile con .Mac. E gli utenti di Apple TV saranno sempre in grado di guardare le slideshow dal menu Photo.

Per quanto riguarda iDisk, esso vedrà anche aumentare la sua dimensione (che con il vecchio .Me era di 10 GB) fino a un massimo di 40GB a seconda del tipo di servizio scelto. Difatti per gli account individuali lo spazio raddoppierà, da 10GB a 20 GB, mentre per i Family Packs si hanno 20 GB per l’account principale e 5 GB per ogni account secodario. Inoltre, è stata aggiunta la possibilità di condividere files di grosse dimensioni semplicemente generando un link al file da inviare via mail agli altri utenti.

Ci sono, inoltre, alcune opzioni per limitare il dowload di determinati files tramite password, o inserendo una data oltre la quale non è più possibile effettuare il download, o ancora limitandone l’accesso fino ad un numero massimo di volte. Di contro, alcune applicazioni sono state dismesse nella nuova suite, come ad esempio il supporto per il vecchio Mac OS X Panther, le cartoline di iCards, i segnalibri online e gli screensaver da condividere di .Mac Slides.

Per accedere in modo efficiente a Me.com sono necessari ovviamente dei requisiti minimi, e cioè un browser pari o successivo a Safari 3, Firefox 2 o Internet Explorer 7. MobileMe è perfettamente funzionale con gli applicativi Mac come Mail, Address Book, iCal (o iPhoto e Aperture per quanto riguarda gli applicativi multimediali), ma le compatibilità con il mondo Windows restano assicurate così come accadeva per .Mac, e ovviamente sono garantite anche per Windows Vista. Per l’utilizzo di iPhone con MobileMe è necessario il software iPhone 2.0 mentre per quanto concerne l’iPod Touch si deve disporre di iTunes 7.7 o di una versione successiva.

Per quanto riguarda i costi, MobileMe, è un servizio in abbonamento che va da 79 euro (utenti singoli con 20 GB di spazio per l’archiviazione) a 119 euro l’anno (Family Pack fino a 40 GB di spazio per l’archiviazione). Gli utenti con account .Mac verranno automaticamente (e senza alcuna spesa aggiuntiva) aggiornati al nuovo servizio. Sarà, inoltre, possibile acquistare 20 GB o 40 GB in più al prezzo di 40 euro o 79 euro l’anno.
Se c’è un appunto da fare è che la nuova suite è ancora poco adatta (forse per scelta) alla nuova filosofia Web del social networking e della condivisione spinta (anche se su iDisk c’è la possibilità di condividere i files con altri utenti), ma più incentrata su un’efficiente mobilità individuale, sulla sincronizzazione dei propri dispositivi o di quelli di un ristretto numero di persone. MobileMe tuttavia rende più efficaci e più accattivanti, grazie alla sincronizzazione, molte precedenti applicazioni e potenzialità che caratterizzavano la suite .Mac. Resta da vedere se e quanto il mondo aziendale ne rimarrà attratto.