Quando si scopre che i desktop "rubano" corrente…

di Riccardo Simone

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A prima vista può sembrare un po’ come la scoperta dell’acqua calda, ma l’inchiesta di AF Digitale in realtà  svela un vero e proprio “lato oscuro” dei PC desktop.

Ebbene sì, signore e signori: anche da spenti, i nostri affidabili computer fissi consumano elettricità .

Era già  noto che altri apparecchi – quali videoregistratori e televisori – se lasciati in stand-by consumassero tra i 3 e i 5 Watt all’ora.

Ma a leggere che il computer di casa consuma da spento una media di 2,5 watt all’anno viene da dire “tu quoque…”.

Se si considera un singolo desktop la situazione non sembra così drammatica: in fondo ogni utente spende una media di 3 euro all’anno.

I problemi emergono se si considera il dato aggregato: si stima infatti che il consumo di corrente totale dei PC spenti si aggiri intorno ai 30-40 megawatt che, considerato il costo medio di un Kwh (0,16 euro), corrisponde a una bolletta nazionale di oltre 55 milioni di euro all’anno.

Senza poi contare che i test sono stati effettuati su computer nuovi, ignorando dunque il consumo presumibilmente maggiore delle macchine più datate, dovuto alla dispersione. Un vero e proprio spreco di energia elettrica che ha ripercussioni anche sull’ambiente oltre che sui nostri portafogli.

L’indagine mette in evidenza come ci siano differenze significative tra diversi produttori e modelli di desktop, molto probabilmente dovute alla configurazione del BIOS e alla progettazione stessa del computer.

Tuttavia, più che orientarsi verso i produttori “virtuosi”, la soluzione è molto più immediata: staccare la spina finita la sessione di lavoro o, meglio, attaccare tutte le apparecchiature – stampanti e scanner compresi – a una ciabatta con interruttore.

D’altra parte, per sensibilizzare il maggior numero di persone possibile, anche i produttori dovrebbero fare la loro parte, segnalando sugli imballaggi il consumo continuo di elettricità  delle schede madri. In fondo ne va anche della longevità  del PC nel suo complesso (sempre che questo venga ancora considerato un valore).

Infine sarebbe interessante verificare se anche i laptop sono soggetti a questo fenomeno e quindi se, una volta spenti, la scheda madre si mantiene in funzione consumando corrente dalla batteria. Potrebbe sembrare un’altra scoperta dell’acqua calda, ma in realtà  un altro lato oscuro della tecnologia potrebbe essere svelato.