Informazioni riservate? Mai per email

di Paolo Iasevoli

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Le imprese usano spesso la posta elettronica e i programmi di istant messaging per lo scambio di progetti, contratti e altri documenti riservati. Ma i pericoli sono dietro l'angolo

Avere un documento in forma digitale è senza dubbio un bel vantaggio: più veloce, più economico, più facile da gestire. Ma se dovete inviarlo a clienti o partner, è meglio che non usiate l’email.

A lanciare l’allarme è KRC Research che, in occasione del Microsoft Global Technology Summit in corso a San Jose, ha presentato i risultati della sua ultima ricerca, durante la quale ha analizzato 200 imprese e oltre 150 dipendenti per scoprire tutte le falle della comunicazione telematica aziendale.

È emerso che il 78% dei dirigenti e l’85% degli IT manager hanno usato mezzi di comunicazione poco sicuri nell’ultimo anno. Tra quelli più gettonati e rischiosi spiccano la classica email e l’istant messaging, sempre più in voga.

Documenti riservati, progetti di nuovi prodotti, contratti e informazioni finanziare viaggiano continuamente attraverso questi strumenti, facilmente soggetti ad attacchi informatici e intrusioni indesiderate, senza adoperare particolari misure di sicurezza.

Soltanto il 74% degli IT manager intervistati considera fondamentale l’adozione di software di criptaggio per proteggere email e programmi di IM, eppure solo il 37% di essi considera questi strumenti assolutamente sicuri. La maggior parte di loro è più preoccupata che i propri dipendenti li utilizzino per chiacchierare tra di loro o per trasmettere intenzionalmente informazioni riservate all’esterno.