Trasferimento all’estero: AIRE senza assistenza sanitaria italiana

Risposta di Barbara Weisz

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Omero chiede:

È vero che quando si chiede l’iscrizione all’AIRE – per trasferire la residenza all’Estero – si perde automaticamente il diritto all’assistenza sanitaria gratuita? Anche quando si vive per 5 mesi in Italia?

I cittadini italiani residenti all’estero che si iscrivono all’AIRE, ossia all’Anagrafe degli Italiani dei Residenti all’Estero, in effetti perdono il diritto alla prestazioni sanitarie nazionali. Possono però chiedere la copertura del SSN per un massimo di 90 giorni all’anno, con rilascio della relativa tessera sanitaria provvisoria (TSP).

=> Iscrizione AIRE: cosa comporta e quando conviene?

Chi rientra per poco tempo in Italia e si trova senza copertura sanitaria pubblica o privata, ha dunque diritto alle prestazioni ospedaliere urgenti per un massimo di tre mesi in un anno solare. Nello specifico:

  • visite ed accertamenti diagnostici nei presidi e ambulatori pubblici;
  • prestazioni in forma diretta in ospedali pubblici e strutture convenzionate.

Per fruirne, i cittadini residente all’estero o iscritti AIRE, all’arrivo in Italia devono registrarsi presso l’Azienda Sanitaria Locale di temporanea dimora. Di norma, per farlo basta un’autocertificazione da rendere presso la ASL di competenza.

Ricordiamo che devono iscriversi all’A.I.R.E. i cittadini che trasferiscono la propria residenza all’estero per periodi superiori a 12 mesi e quelli che già vi risiedono perché nati all’estero o per successivo acquisto della cittadinanza italiana a qualsiasi titolo. Per chi trascorre un periodo di tempo inferiore all’anno nel paese estero, non è necessario iscriversi all’AIRE, mantenendo pertanto l’assistenza sanitaria in Italia.

 

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