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Smart Working PA: linee guida per la Fase 3

di Redazione PMI.it

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Con la fine del lockdown il lavoro agile nella PA non è destinato a scomparire, sebbene sia necessario programmare i rientri in ufficio.

La Pubblica Amministrazione svolge un ruolo determinante per sostenere la ripartenza del Paese anche al termine dell’emergenza sanitaria. Lo sottolinea la Ministra della Funzione Pubblica Fabiana Dadone, segnalando le linee guida fondamentali che regolano le attività della PA e degli uffici pubblici durante la Fase 3 della crisi Coronavirus.

Come previsto da Dpcm dell’11 giugno 2020, gli uffici pubblici riapriranno in modo progressivo ma il lavoro agile non è destinato a scomparire completamente, rimanendo la modalità ordinaria per tutte le attività che si possono svolgere da remoto.

Le linee guida da seguire, come anticipa la Ministra, sono sostanzialmente due:

  • le amministrazioni sono tenute a programmare rientri in ufficio contingentati e in sicurezza per l’espletamento delle pratiche e delle procedure che non possono essere svolte in Smart Working;
  • le attività “smartabili” continueranno a essere svolte in modalità agile.

Dadone, nel corso di un’intervista su Rai Radio1, ha espresso il proprio parere sullo Smart Working e su come rendenrlo un vantaggio a lungo termine in ambito pubblico.

La rivoluzione dello Smart Working nella PA va accompagnata con formazione del personale, coinvolgimento, mezzi e strumenti adeguati. Ma soprattutto con una nuova organizzazione del lavoro basata sui risultati.

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