Anticipo TFS e TFR ancora senza procedura INPS

di Redazione PMI.it

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L’INPS ha approvato la convenzione che sblocca l’anticipo del TFS e TFR dei dipendenti pubblici ma mancano ancora la firma ministeriale e la procedura web.

Ancora tutto fermo per l’accesso all’anticipo del TFS e del TFR da parte dei dipendenti pubblici. Il CdA dell’INPS, come noto, ha siglato la scorsa settimana la convenzione sulla gestione del Fondo di garanzia per l’erogazione che permetterà agli statali di ottenere le risorse previste.
La convenzione deve essere però firmata dal Ministero dell’Economia e dal Ministero del Lavoro, come aderenti all’accordo quadro approvato il 19 agosto 2020, insieme al Dipartimento della Funzione Pubblica.

Senza questo passaggio, non è possibile realizzare la procedura web per la richiesta di certificazione del diritto al prestito garantito dalla futura buonuscita, che tecnicamente risulta come un anticipazione del proprio trattamento di fine servizio, a c possono accedere i pensionati della PA.

L’obiettivo è di concedere a questi lavoratori l’accesso ai finanziamenti relativi al TFS/TFR, fino a massimo di 45mila euro, che potranno essere richiesti alle banche aderenti. Tali soggetti non possono ottenere l’anticipo senza prima richiedere al proprio Ente erogatore del TFS/TFR la certificazione del diritto, necessaria per richiedere il finanziamento.

=> Anticipo TFS e TFR: online la piattaforma di domanda

L’elenco delle banche aderenti è già pubblicato sul portale Lavoropubblico.gov.it, nella sezione dedicata alla gestione dell’anticipo dei due trattamenti. Per ora si tratta di quattro istituti, ma senza la certificazione non è possibile erogare l’anticipo.

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