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Anticipo TFS, in arrivo la certificazione INPS

di Redazione PMI.it

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Imminente il rilascio della procedura INPS di certificazione del diritto all'anticipo del TFS fino a 45mila euro: prime istruzioni di domanda.

L’INPS annuncia l’imminente rilascio della procedura di domanda per l’anticipo del TFS, destinata a coloro che presentano richiesta di certificazione del diritto all’istituto di previdenza (che ancora non figurava tra gli enti erogatori del beneficio sull’apposita piattaforma ministeriale lavoropubblico.gov.it/anticipo-tfs-tfr).

L’attesa è destinata a terminare a breve: la Convenzione è stata approvata e inviata al Ministero, a cui seguirà immissione in elenco dell’INPS tra gli enti erogatori accreditati al rilascio della certificazione, da presentare poi all’istituto di credito a cui si chiede poi l’anticipazione sulla propria liquidazione. E cresce intanto il numero delle banche a cui si può chiedere il finanziamento.

Al momento, sulla piattaforma sono presenti 11 enti erogatori, fra cui alcune Regioni (Abruzzo, Veneto), enti, camere di commercio. E quattro banche: Banca di Credito Cooperativo dei Castelli Romani e del Tuscolo, Banca di Imola, Banca di Lucca e del Tirreno, Cassa di Ravenna.

Anticipo TFS

L’anticipo del TFS, il trattamento di fine rapporto dei dipendenti pubblici, può essere chiesto fino a un tetto di 45mila euro. E’ previsto dal dl 4/2019 (articolo 23), in estrema sintesi consente di chiedere il TFS in anticipo rispetto ai tempi che normalmente prevedono le pubbliche amministrazioni (che sono molto lunghi, rispetto quelli del TFR nel privato), attraverso un finanziamento del sistema bancario.

L’ente erogatore può essere l’INPS, o la PA di appartenenza. Rilascia un’apposita certificazione, che consente di rivolgersi alla banca per «presentare richiesta di finanziamento di una somma pari all’importo dell’indennità di fine servizio maturata», fino a un tetto massimo di 45mila euro, alle «banche o agli intermediari finanziari che aderiscono a un apposito accordo quadro». Il finanziamento è garantito dalla cessione pro solvendo, automatica e nel limite dell’importo finanziato, senza alcuna formalità, dei crediti derivanti dal trattamento di fine servizio maturato.

=> Anticipo TFS: in Gazzetta il modello di domanda

Certificazione del diritto

I passaggi attuativi si sono conclusi con la piattaforma online nel settembre scorso. I richiedenti, per presentare domanda alla banca, devono chiedere all’istituto previdenziale o alla pubblica amministrazione che versa il trattamento la certificazione del diritto. Diverse pubbliche amministrazioni sono già presenti sul portale, mentre la procedura INPS è ancora attesa.

La convenzione che affida all’istituto la gestione del Fondo di garanzia permetterà ai lavoratori di accedere a finanziamenti, a valere sul futuro TFS/TFR loro spettante, alle quali l’INPS assicura la piena agibilità della garanzia a supporto dell’anticipo. L’INPS ha anche trasmesso ai ministeri competenti la bozza di circolare con le istruzioni operative per l’accesso alla garanzia per enti erogatori e per le banche.

Come fare richiesta

La procedura è la seguente: l’ex dipendente pubblico chiede all’ente erogatore del TFS/TFR la certificazione del diritto all’anticipazione sulla buonuscita. Nei casi in cui l’ente erogatore è l’INPS, la domanda dovrà essere presentata secondo le istruzioni che verranno pubblicate sul portale dell’Istituto. Se il trattamento è erogato direttamente dalla propria amministrazione la domanda di certificazione del diritto all’anticipo sarà presentata seguendo le indicazioni fornite dal proprio datore di lavoro.

L’ente erogatore, entro 90 giorni dalla ricezione della domanda, comunica la certificazione del diritto oppure il rigetto della domanda. Con la certificazione del diritto, l’ex dipendente pubblico presenta domanda alla banca. La quale se la accetta la trasmette all’ente erogatore per concludere il contratto. Entro 15 giorni dalla data di efficacia del contratto, provvede all’accredito della somma sul conto corrente indicato nella domanda.

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