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Esonero contributivo professionisti: domande entro il 2 novembre

di Redazione PMI.it

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Slitta la scadenza per la richiesta da parte dei professionisti dell’esonero contributivo, che comprende anche la quota relativa alla maternità.

Il termine ultimo per presentare le domande di esonero contributivo (anno bianco) parziale alle casse professionali slitta dal 31 ottobre al 2 novembre, primo giorno utile non festivo. La stessa scadenza vale anche per i versamenti necessari per regolarizzare la propria posizione contributiva. Lo si apprende dalle risposte ai quesiti proposti dall’ADEPP da parte del Ministero del Lavoro, che ha anche sottolineato come il contributo obbligatorio per la maternità possa essere inserito all’interno dell’agevolazione.

Per i professionisti iscritti alle gestioni private, l’agevolazione riguarda i contributi previdenziali complessivi di competenza dell’anno 2021 e in scadenza entro il 31 dicembre 2021, con esclusione dei contributi integrativi.Inizialmente escluso dal perimetro dell’esonero contributivo, il contributo addizionale di maternità entra a tutti gli effetti a far parte del conteggio finale.

Esonero contributivo: requisiti

A poter chiedere l’esonero sono i professionisti con redditi inferiori a 50mila euro che hanno subito un calo del fatturato pari ad almeno il 33%, tra il 2019 e il 2020.éiù in dettaglio:

  • aver percepito nel 2019 un reddito professionale non superiore a 50.000 euro, con il principio di cassa;
  • aver subito nel 2020 un calo del fatturato o dei corrispettivi pari o superiore al 33% rispetto a quelli del 2019;
  • risultare in regola con il versamento dei contributi degli anni precedenti, con verifica al 2° novembre 2021 pagando gli importi dovuti, come stabilito dal Sostegni-bis (decreto legge n. 73 del 25 maggio 2021, articolo 47 bis);
  • non aver presentato domanda per la stessa misura a un’altra forma di previdenza obbligatoria;
  • non essere titolari, nel 2021, di un contratto di lavoro subordinato (escluso intermittente senza diritto a indennità di disponibilità) o di una pensione diretta, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità o prestazione previdenziale della stessa natura.

Le domande devono essere inoltrate alle rispettive casse, ottenendo una riduzione non superiore a 3mila euro. Allo stato attuale, per esempio, le domande di esonero già inviate ammontano a 21.621 per professionisti che fanno riferimento alla Cassa Forense, mentre sono circa 2300 le richieste pervenute alla cassa professionale che raggruppa i dottori commercialisti. ENMAM (Medici e dentisti), Inarcassa (Ingegneri e architetti), CNPADC (Commercialisti), CNPR (Ragionieri) e Cassa Forense (Avvocati) sono stati tra iprimi ad aprire il canale telematico per inoltrare la domanda, in cui termini si sono aperti i primi di agosto. A seguire sono stati l’ENPACL dei Consulenti del Lavoro, INPGI (giornalisti) ed ENPAB (biologi).

Importante: chi ha già versato contributi 2021, in tutto o in parte, e ha diritto all’esonero, può chiedere il rimborso, presentando domanda entro il 30 novembre 2021.