Istat: produzione industriale a -5,3% a settembre, ma migliora nel trimestre

di Emanuele Menietti

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È un rapporto in chiaroscuro quello dell'Istat sulla produzione industriale in Italia. A settembre il dato si è attestato intorno a -5,3 punti percentuali rispetto al mese precedente, mentre nel terzo trimestre si registrano miglioramenti

Nonostante i primi cauti annunci sulla ripresa dalla crisi formulati nel corso degli ultimi giorni, non giungono notizie molto confortanti sul fronte della produzione industriale in Italia. A rivelarlo è l’Istituto Nazionale di Statistica, che ha da poco diffuso il proprio rapporto sull’indice della produzione industriale [pdf] segnalando per il mese di settembre una flessione del 5,4% rispetto al precedente mese di agosto. Una riduzione significativa che testimonia quanto il sistema fatichi ancora a riprendersi dal difficile periodo della congiuntura economica negativa su scala globale.

«La variazione congiunturale della media degli ultimi tre mesi rispetto a quella dei tre mesi immediatamente precedenti è pari a più 4,0 per cento; questo aumento segue la riduzione del 3,3 per cento registrata nel secondo trimestre del 2009» scrivono gli analisti dell’Istat nel rapporto, sottolineando l’andamento della produzione industriale nel nostro paese nel corso dell’ultimo semestre. Il comunicato prosegue ricordando che «l’indice della produzione corretto per gli effetti di calendario ha registrato a settembre una diminuzione tendenziale del 15,7 per cento (i giorni lavorativi sono stati 22 come a settembre 2008)».

Nei primi nove mesi dell’anno in corso, la variazione è stata pari a -20,3 punti percentuali rispetto al medesimo periodo del 2008 sulla medesima base di 190 giorni lavorativi. Sensibile anche la diminuzione dell’indice grezzo della produzione industriale, che ha fatto registrare un dato intorno al -15,3% rispetto al mese di settembre dello scorso anno. Infine, nel confronto tendenziale relativo al periodo intercorso tra gennaio e settembre, l’indice è complessivamente diminuito di 20,5 punti percentuali.

Tra le variazioni più significative negli indici destagionalizzati dei raggruppamenti di industrie principali spiccano il -7,9% per i “beni intermedi”, il -5,6% per i “beni strumentali” e i “beni di consumo” a quota -4,1 punti percentuali con i beni durevoli a -3,2% e i beni non durevoli intorno al -3,9%. Il quadro non migliora prendendo in esame l’indice della produzione industriale corretto per gli effetti di calendario. Nel confronto con il 2008, infatti, si sono registrate diminuzioni sensibili in tutti i raggruppamenti con -21,2% per i “beni intermedi”, -20,4% per i “beni strumentali”, -10,5% per l’energia e -5,5% per i beni di consumo.

L’analisi per settore delle singole attività economiche regala qualche dato positivo, con il comparto “prodotti farmaceutici” a quota +5,9% e “industrie alimentari, bevande e tabacchi” a +0,2%. Tuttavia, il rapporto Istat ricorda che «le diminuzioni maggiori si registrano per i “macchinari e attrezzature nca” (meno 27,5 per cento), per la “metallurgia e prodotti in metallo” (meno 25,2 per cento), per i “mezzi di trasporto” (meno 20,2 per cento) e per le “apparecchiature elettriche e per uso domestico non elettriche (meno 19,7 per cento)». A parte il settore farmaceutico, nel confronto tra i primi nove mesi del 2009 e il medesimo periodo del 2008 i dati si rivelano ancor più pesanti con perdite in alcuni settori al di sopra dei 30 punti percentuali.

Nonostante l’andamento positivo segnalato per il terzo trimestre, i dati riferiti a settembre sulla produzione industriale dimostrano quanto il sistema produttivo sia ancora instabile a causa della crisi e dei conseguenti contraccolpi sulla domanda di beni e servizi. Secondo numerosi analisti, entro fine anno si dovrebbe assistere a un primo timido miglioramento in attesa di una crescita maggiormente sostenuta nel corso del 2010. I tempi della ripresa saranno ancora lunghi.

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