GM prevede per Opel un taglio di oltre 9mila posti di lavoro e chiede nuovi aiuti alla UE

di Emanuele Menietti

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Oscillerà tra 9mila e 9.500 la cifra di tagli al personale prevista da General Motors per riorganizzare Opel in Europa. Il piano sarà presentato ai sindacati e intanto GM preme per un nuovo pacchetto di aiuti dalla UE

Mancano ormai poche ore alla presentazione del piano messo a punto da General Motors per la riorganizzazione di Opel. Il progetto sarà presentato nella giornata di domani ai sindacati e, stando alle prime informazioni, dovrebbe contemplare una consistente riduzione del personale tesa a ridurre le spese e risollevare le sorti della controllata europea. Una eventualità che potrebbe incontrare la ferma opposizione dei sindacati, rendendo più difficile i progetti della società statunitense.

GM sarebbe intenzionata a tagliare tra i 9mila e i 9.500 posti di lavoro mettendo in campo un sensibile riassetto dell’intera struttura di Opel. Tale condizione porterebbe a una riduzione di un quinto della forza lavoro attualmente impiegata in Europa. Il piano interesserà in primo luogo la Germania, paese nel quale si concentra la maggior parte della produzione dell’industria automobilistica legata a General Motors. Stando alle prime informazioni fornite da Nick Reilly, responsabile ad interim degli asset nel vecchio continente di GM, le ultime stime sui nuovi tagli sarebbero inferiori rispetto ai 10mila posti di lavoro da eliminare ipotizzati nel corso degli ultimi mesi.

In Germania lo stabilimento Opel di Bochum rimarrà aperto e potrà continuare a essere «una parte importante delle risorse di General Motors in Europa nel corso dei prossimi tempi» ha confermato Reilly, fornendo un messaggio rassicurante ai tanti impiegati della fabbrica nel nordovest del paese. Il responsabile ad interim non ha, invece, fornito alcuna informazione aggiuntiva sul futuro degli altri stabilimenti presumibilmente coinvolti nel piano di riassetto di Opel.

«Per consentire a Opel e Vauxhall di avere un futuro sostenibile nel lungo periodo, dobbiamo per forza mettere in campo un piano di riorganizzazione, e ciò significa ridurre di circa il 20% la nostra capacità e dunque ridurre il personale di una cifra compresa tra i 9mila e i 9.500 posti di lavoro» ha poi aggiunto Nick Reilly, sottolineando l’importanza dei tagli previsti per consentire a Opel di sopravvivere e di resistere alle sfide di un mercato altamente competitivo messo a dura prova dagli effetti della crisi economica.

Il piano destinato a essere presentato domani ai sindacati giunge ad alcune settimane di distanza dal grande ripensamento di GM, inizialmente intenzionata a cedere GM al consorzio russo-canadese messo in piedi da Sberbank e da Magna International. Quando l’accordo sembrava essere ormai definito, i top manager di General Motors sono ritornati sui loro passi, optando per il mantenimento degli asset in Europa e per un piano autonomo di riorganizzazione di Opel.

Una scelta non gradita dal governo tedesco, che nel corso degli ultimi mesi si era impegnato per salvare Opel con un prestito ponte, favorire l’accordo con Magna e per salvare il maggior numero possibile di posti di lavoro. E proprio nella giornata di oggi il cancelliere Angela Merkel ha confermato di aver ricevuto da GM la somma dovuta per ripagare i debiti legati ai finanziamenti ponte concessi a Opel.

La chiusura del debito giunge contestualmente all’apertura di un nuovo scenario per General Motors sul fronte europeo. I paesi dell’Unione Europea hanno infatti deciso di procedere collettivamente all’analisi delle richieste della società americana alla ricerca di aiuti per risanare Opel. Una prima risposta concordata e coordinata in ambito europeo sarà fornita il prossimo 4 dicembre sulla base dei piani presentati dalla società. GM è alla ricerca di circa 3,3 miliardi di Euro per la propria controllata in Europa, una cifra consistente sulla quale le istituzioni del vecchio continente saranno chiamate a confrontarsi nel corso delle prossime settimane.

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