Petrolio dagli abissi del Golfo del Messico

di Barbara Weisz

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Nel 2010 entrerà in funzione "Perdido", l'impianto petrolifero più profondo nel mondo. È della Shell, in joint venture con BP e Chevron, e arriva quasi a 10mila piedi sotto il mare 200 miglia a sud di Houston, Texas

Sarà la piattaforma petrolifera più profonda del mondo (arriva quasi a 10mila metri sotto il mare), e anche la più grande. Nei primi mesi del 2010 entrerà in funzione Perdido, con una capacità produttiva di 130mila barili al giorno. Si trova in un punto sperduto del Golfo del Messico, 220 miglia a sud di Houston, Texas.

L’operatore è Shell, che possiede l’impianto al 35% in joint venture con Chevron, 37,5% e BP, 27,5%. Si tratta di una piattaforma le cui dimensioni sono impressionanti. Il dispositivo di trivellazione, che è stato realizzato con una tecnologia nuovissima, è alto circa come la Tour Eiffel. Fino a pochi anni fa, un impianto del genere sarebbe stato impensabile. Quando la Shell ha acquistato la licenza, nel 1996, l’industria del petrolio era in grado di scavare fra i duemila e i tremila metri sotto il mare. La ricerca tecnologica ha permesso di raggiungere queste nuove profondità, il che rende il Golfo del Mexico un’area dalle grandi potenzialità.

Sempre nelle sue acque, per esempio, nello scorso mese di settembre Bp ha scoperto un nuovo giacimento, chiamato Tiber, che secondo gli esperti conterrebbe oltre tre miliardi di barili. In genere la ricerca per estrarre petrolio a grandi profondità ha ricevuto una notevole spinta ultimamente anche perchè le compagnie devono far fronte al gap energetico che si profilerà nei prossimi anni, quando le riserve di gas e petrolio facilmente accessibili probabilmente non riusciranno più a soddisfare il fabbisogno crescente del pianeta. Da qui, la ricerca di nuove forme di energia, come per esempio le rinnovabili, ma anche la possibilità di superare barriere geografiche.

«Perdido è un tour de force tecnologico che apre una nuova frontiera per la produzione mondiale di gas e petrolio», ha spiegato Russ Ford, il vicepresidente per l’America della Shell. L’impianto di Perdido permetterà di raggiungere il petrolio presente in tre giacimenti sottomarini, chiamati Great White, Silvertip e Tobago (quest’ultimo è il più profondo).

Si compone di 35 pozzi, collegati da un sistema di oleodotti lungo 77 miglia per il petrolio e 107 per il gas. Sono stati creati 10 nuovi sistemi per garantire la sicurezza della piattaforma. La costruzione del dispositivo di trivellazione è avvenuta in Finlandia, da dove poi è stata trasportato per oltre 13mila chilometri fino al Golfo del Mexico, dove è arrivato nell’estate del 2008.

Il progetto, che ha preso il via nel ’96 con l’acquisto della licenza, ha visto la prima tappa fondamentale nel 2002, quando è stato scoperto il giacimento. Nel 2007 sono iniziati i lavori per realizzare il gigantesco impianto.

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