Ferrari chiude il 2009 con il segno meno, ma guadagna quote di mercato

di Emanuele Menietti

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Sono in chiaroscuro i dati sul 2009 per Ferrari. La società di Maranello ha chiuso con un -7% sul fronte del fatturato, ma ha comunque guadagnato nuovi spazi sul mercato

In un anno particolarmente difficile per le auto sportive di lusso, Ferrari è riuscita a contenere l’emorragia di clienti. Stando alle prime informazioni fornite dal celebre costruttore italiano, nel corso del 2009 la società avrebbe registrato un calo complessivo nelle vendite pari a 5 punti percentuali, condizione causata principalmente dalla contrazione del comparto stimata intorno al 35%. Nell’anno da poco terminato, Ferrari ha così venduto circa 6.250 vetture su scala globale.

L’aumento medio mondiale della quota di Ferrari sul mercato si è attestato intorno ai 10 punti percentuali. Il fatturato consolidato, invece, si è chiuso con un -7% su base annua a quota 1.778 milioni di Euro. Il risultato operativo della società è stato pari a 245 milioni di Euro a fronte dei 341 milioni di Euro dell’anno precedente. Nonostante il difficile momento dettato dalla crisi economica, Ferrari ha dunque resistito confermando la solidità del proprio marchio sul mercato.

«Aver raggiunto questi risultati in un contesto economico estremamente difficile è la miglior conferma della qualità e dell’impegno di tutte le persone della Ferrari e della nostra strategia fatta di innovazione ed esclusività» ha dichiarato con orgoglio il presidente Luca Cordero di Montenzemolo, analizzando i dati sulle prestazioni della società nel corso del 2009. Secondo il numero uno di Ferrari, il 2010 offrirà ancora momenti difficili e non consentirà di parlare di ripresa vera e propria fino all’inizio dell’autunno.

Durante l’anno da poco terminato, Ferrari ha confermato la propria particolare attenzione verso l’innovazione tecnologica. La società ha dato vita a investimenti nel campo ricerca e sviluppo per il 18,5% circa del fatturato, una cifra considerevole legata anche all’impegno nello studio di nuove soluzioni per la tutela dell’ambiente: «L’altra area strategica in cui la Ferrari sta fortemente investendo è l’ambiente. Il nuovo impianto di trigenerazione (un sistema di produzione congiunta di energia elettrica, termica e frigorifera), insieme all’impianto fotovoltaico, ha già permesso di ridurre del 15% le emissioni di CO2 con l’obiettivo di raggiungere un abbattimento del 25 – 30% nel 2010. Grazie a questo sistema ecologico Ferrari è già quasi del tutto autonoma dal punto di vista energetico».

Nel corso del 2009, l’area del Nord America si è confermata un mercato importante per Ferrari con circa 1.467 vetture vendute, 200 in meno rispetto all’anno precedente, a fronte delle 2.752 automobili consegnate in Europa. Nel Vecchio Continente, Germania e Italia si confermano due dei principali mercati rispettivamente con 644 e 655 vetture consegnate in un anno. Nonostante il difficile momento per l’economia, Ferrari ha comunque registrato un buon andamento delle vendite anche nei nuovi mercati. In Medio Oriente, per esempio, la società ha fatto registrare un aumento delle consegne pari al 29%, raggiungendo quota 471 unità, mentre in Asia la crescita è stata pari al 3% e ha portato alla vendita di 1.117 vetture. Bene i mercati della Cina e del Giappone, paese nel quale Ferrari esegue l’8% delle proprie consegne su scala globale.

Per rafforzare ulteriormente il brand e aumentare la propria presenza sul territorio, la società di Maranello ha anche confermato l’intenzione di raggiungere i 60 punti vendita Ferrari Store nel mondo entro il 2011. Una scelta condizionata dal successo delle iniziative fino a ora messe in campo con i Ferrari Store, che hanno portato a una crescita notevole delle attività retail. Il comparto vendite sarà ulteriormente rinforzato grazie a una serie di nuovi progetti online, tesi a rendere ancor più pervasiva l’offerta per i consumatori.

Le strategie messe in campo o in programma per i prossimi mesi dovrebbero consentire a Ferrari di affrontare i chiari di luna dell’economia, in attesa di una ripresa del settore prevista verso la fine dell’anno in corso. Il mercato delle auto sportive di lusso non è rimasto immune dalla difficile congiuntura economica, ma il rilancio del comparto potrebbe avvenire in tempi relativamente brevi.

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