Eurostat: 1% di inflazione nell’area dell’Euro e Italia a quota 1,3%

di Emanuele Menietti

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Si è attestata intorno al punto percentuale l'inflazione su base annua nel corso del mese di gennaio 2010. Il dato complessivo su tutti gli Stati membri, secondo Eurostat, è invece pari a circa 1,7%

L’inflazione nell’area dell’Euro su base annua si è attestata intorno a un punto percentuale nel corso del mese di gennaio 2010, facendo così registrare un aumento lieve rispetto allo 0,9% rilevato durante l’ultimo mese del 2009. A rivelarlo è l’ufficio di statistica della Commissione Europea, Eurostat, che ha da poco portato a termine le ultime rilevazioni sul livello dell’inflazione in Europa. Sempre nell’area dei paesi che adottano la moneta unica, su base mensile il livello di inflazione in gennaio è stato pari agli 0,8 punti percentuali.

I dati riferiti alla zona Euro sono sensibilmente differenti rispetto al dato complessivo su tutti gli Stati membri dell’Unione. Stando alle rilevazioni effettuate dagli analisti di Eurostat [pdf], nel mese di gennaio l’inflazione su base annua ha raggiunto quota 1,7%, in sensibile aumento rispetto agli 1,5 punti percentuali registrati nel corso del mese di dicembre 2009. Un anno prima, nel medesimo periodo di riferimento, il dato aveva raggiunto gli 1,8 punti percentuali. L’inflazione su base mensile nell’Unione si è invece ridotta dello 0,5%.

«Nel mese di gennaio 2010, i dati annuali più bassi sono stati rilevati in Lettonia (-3,3%), Irlanda (-2,4%) ed Estonia (-1,0%), mentre i valori più alti sono stati registrati in Ungheria (6,2%), Romania (5,2%) e Polonia (3,9%). Rispetto al mese di dicembre 2009, l’inflazione su base annua è aumentata in 17 Stati membri, mentre è rimasta stabile in uno ed è diminuita negli altri nove» scrivono gli esperti di Eurostat nel rapporto da poco diffuso dall’Unione Europea. Le medie più basse rispetto agli ultimi 12 mesi fino allo scorso gennaio sono state registrate in Irlanda, Portogallo ed Estonia, mentre le più alte sono state rilevate in Romania, Ungheria e Polonia.

Come di consueto, gli analisti di Eurostat hanno anche fornito alcuni dettagli sulle prestazioni dell’inflazione in alcune specifiche categorie nell’area dell’Euro. Gli aumenti legati all’inflazione maggiormente significativi sono stati registrati nei trasporti (4,9%), nel settore alcol e tabacchi (5,6%) e nei beni e servizi vari con 1,9 punti percentuali. I dati più bassi sono stati rilevati negli alimentari (-1,2%), comunicazioni (-0,9%), vestiario, abitazioni, ricreazione e cultura tutti a quota -0,3%.

L’inflazione su base annua in Italia ha raggiunto nel mese di gennaio 2010 quota 1,3 punti percentuali, superiore alla media dell’area Euro per ora stimata intorno all’1%. Il dato italiano è in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione e conferma un trend in aumento, sempre su base annua, nel corso degli ultimi mesi. Tuttavia, nel confronto mensile tra dicembre 2009 e gennaio 2010 il dato volge in territorio negativo attestandosi intorno a -1,5 punti percentuali a fronte della media prevista per l’area Euro pari a -0,8%.

I dati sull’inflazione nell’Unione Europea dipingono ancora una volta un quadro in chiaroscuro sull’andamento dell’economia, alla ricerca dei giusti appigli per scrollarsi di dosso la forte crisi che l’ha interessata. Alcuni indicatori segnalano un lento, ma costante, recupero che richiederà la massima attenzione da parte dei singoli Stati membri e delle istituzioni economiche centrali per incentivare la ripresa. In un ambito così complesso si inserisce, inoltre, la delicata questione delle exit strategy da mettere in atto per ridare autonomia ai mercati, facendo progressivamente mancare la stampella pubblica che con ingenti investimenti ha consentito al sistema di arginare i danni.

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