Vacanze a punti

di Fabrizia Ventura

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Il business evolutivo della formula multiproprietà tra truffe e clausole contrattuali

Oggi la chiamano vacanza a punti, prepagata o time sharing, trattasi della ben nota “formula multiproprietà” per le vacanze più ambite. Un miraggio in termini di concretezza dell’acquisto che consente di fruire di location a 5 stelle per tempi molto limitati con contratti al limite del legale.

Un’offerta completa e ben organizzata a giudicare dai cataloghi, dai contratti e dalle agenzie che vi lavorano. Primo passo verso il miraggio è l’iscrizione al programma associativo con quote variabili e molto accessibili. Poi arriva la scelta della meta e la chiusura del contratto con un anticipo che può variare dai 10-15mila euro.

Cosa aspettarsi da un contratto tipo? La possibilità di variare annualmente la destinazione a seconda naturalmente della disposizione e la difficoltà di disfarsi dello stesso dal momento che si decide per una formula vacanza tradizionale!

Ecco un esempio di vacanza a punti:

Il punto è “la moneta” in base alla quale si stabilisce il valore e il prezzo di tutte le vacanze.  Ogni anno e alla stessa data d’iscrizione, viene accreditata la quota punti di proprietà. I punti non perdono il loro valore, possono essere accumulati e tabelle di valori chiariscono a quale tipo di vacanza poter accedere. Ogni vacanza avrà quindi un suo determinato costo in punti con la possibilità di usufruire dell’ntero valore accumulato per una lunga vacanza o di sfruttare tale valore per più periodi di vacanze brevi  durante l’anno. Il valore del’alloggio varia naturalmente a seconda dei periodi dell’anno, della qualità e della posizione. Un’ampia scelta di tipologie, da lussuose suite d’albergo, sino a grandi e spaziosi appartamenti dotati di ogni comfort.

Il business in crescita della vacanza a punti non cambia tantissimo rispetto a quello degli anni ’80 della multiproprietà. Ma non è tutto oro quel che luccica e chi aderisce a programmi di questo tipo finisce il più delle volte col pentirsene, trovandosi intrappolato in contratti da cui è difficile liberarsi. Unica via di fuga per i consumatori è rottamare il vecchio contratto per soluzioni più interessanti, il più delle volte altrettanto deludenti.

Come tutelarsi da truffe e clausole? Il Timeshare Consumers Association fornisce in termini di legge consigli utili ma di vecchia data visto l’impianto legislativo risalente al 1998, che necessita di una revisione approfondita a tutela di chi per sbaglio o per scelta incappa nelle vacanze a punti.

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