Fmi, la crescita 2010 sarà meglio del previsto

di Barbara Weisz

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Riviste al rialzo le stime sia globali, 4,6%, che per l'Italia, 0,9%, ma prudenza sul 2011. Istat: cala il reddito delle famiglie nel primo trimestre

Migliorano le stime di crescita a livello globale, grazie soprattutto alla robusta spinta cinese e al ritorno della domanda privata negli Stati Uniti. Restano però elementi di rischio, come le recenti turbolenze in Europa, che influenzano sia la stabilità finanziaria sia le stime macroeconomiche. In rialzo anche le previsioni sulla crescita italiana nel 2010, mentre vengono limate al ribasso quelle per l’anno prossimo.

Sono gli aggiornamenti del Fondo Monetario Internazionale al World Economic Outlook e al Financial Stability Report, comunicati dal capo economista Olivier Blanchard a pochi giorni dall’inizio del summit asiatico del 12-13 luglio in Corea del Sud.

La ripresa alla fine di quest’anno raggiungerà il 4,6%, mentre precedentemente era al 4,2%, ma nel 2011 ci sarà un rallentamento al 4,3% (stima invariata). Il rialzo del 2010 dipende per esempio della previsioni sulla crescita in Cina, al 10,5% contro il precedente 10%, negli Stati Uniti, che passano al 3,3% dal 3,1%, in Giappone, al 2,4% dall’1,9%, in Canada, al 3,6% dal 3,1%, e in diverse economie emergenti come l’India, che segnerà un +9,4% dall’8,9%, la Russia, al 4,3% dal 4%, il Brasile, che segnerà un +7,1% con un balzo dell’1,6% dal 5,5% precedentemente stimato. Quanto all’Europa, la stima generale resta invariata all’1%, anche se ci sono paesi, come la Germania (a 1,4% da 1,2%), che segnano un incremento e altri, come la Francia, per cui invece la revisione è al ribasso, 1,4 da 1,5%. La previsione per l’Italia passa allo 0,9%, con un incremento di 0,1 punti dal precedente 0,8%.

Per il 2011, invece, la situazione cambia, e anche se la stima generale (a livello globale) resta invariata al 4,3% sono diversi i paesi per i quali la revisione è al ribasso. Innanzitutto, l’Europa, che perde uno 0,2% passando all’1,3% dal precedente 1,1%. C’è però da dire che, malgrado la limatura, l’economia europea continuerà una parabola di crescita rispetto all’1% del 2010. Gli Stati Uniti, invece, vedranno una contrazione rispetto a quest’anno, con un pil al 2,9%, che è anche più basso di 0,3 punti rispetto alle precedenti stime. Stessa dinamica in Cina, che scenderà al 9,6% e non come prima comunicato al 9,9%. Per l’India la contrazione è all’8,4% (stima immutata), per il Brasile è molto evidente, al 4,2%, ma in rialzo di 0,1 punto dalla precedente previsione.

Tornando all’Europa, sia Germania che Francia incrementeranno la crescita rispetto al 2010 portandosi all’1,6% dall’1,4% di quest’anno, ma nel primo caso con una revisione al ribasso di 0,1, nel secondo di 0,2 punti. La stima per l’Italia relativa al prossimo anno è dell’1,1%, quindi in crescita sullo 0,9 di quest’anno ma rivista al ribasso dal precedente 1,2%.

Da segnalare, oggi, l’intervento del presidente della Bce Jean Claude Trichet, che ha manifestato positività sull’economia di Eurolandia. L’istituto di Francoforte ha lasciato invariati i tassi.

Tornando al Fmi, la sfida numero uno per i prossimi mesi è quella di coniugare il risanamento di bilancio, la riforma del sistema finanziario e l’esigenza di non rallentare la ripresa.

Intanto, sempre sul fronte macro, oggi in Italia l’Istat ha comunicato le cifre relative al reddito delle famiglie, che è sceso nel primo trimestre sia rispetto al periodo ottobre-dicembre 2009, -0,2%, sia sull’analogo trimestre del 2009, -2,6%. In calo anche il potere d’acquisto, la propensione al risparmio e il tasso di investimento delle famiglie, mentre torna a crescere la spesa per i consumi finali, +0,5% rispetto al trimestre precedente (ma in calo dello 0,7% sull’anno scorso).

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