Sos povertà nel Sud, pil indietro di 10 anni

di Barbara Weisz

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Il rapporto Svimez indica che una famiglia su cinque non può pagare medico e riscaldamento. Istat: boom di fatturato e ordini industria in maggio

Il fatturato dell’industria sale sensibilmente, gli ordini registrano un boom, ma le famiglie sono ancora alle prese con la crisi, soprattutto al Sud. Nel Mezzogiorno il pil è tornato ai livelli di 10 anni fa, una persona su tre è a rischio povertà per il reddito troppo basso, una famiglia su cinque non può permettersi il medico o il riscaldamento.

Sul mercato italiano del lavoro, ancora flessioni del numero degli occupati per quest’anno, con i giovani che pagano il conto più salato. È la fotografia, decisamente in chiaro scuro, dello stato dell’economia italiana così come emerge dal rapporto Svimez sul meridione, dai dati Istat di oggi sull’industria e da quelli del Cnel sull’occupazione.

Partiamo dall’emergenza numero uno, il Sud del paese, che emerge dal rapporto Svimez 2010, presentato stamattina. Quasi un meridionale su tre è a rischio povertà, contro una persona su dieci nel centro nord. In termini assoluti, questo significa che ci sono 6 milioni 838mila persone indigenti nel Mezzogiorno, di cui 889mila dipendenti e 760 pensionati. E ancora: una famiglia su cinque non ha i soldi per pagarsi il medico e il riscaldamento, il 30% non può pagarsi i vestiti, il 16,7% paga in ritardo le bollette. Il 14% delle famiglie merdionali vive con meno di mille euro al mese (nel 47% in casa arriva un univo stipendio, dato che sale al 54% in Sicilia).

Il pil del meridione, sceso del 4,5% nel 2009 dopo il -1,5% del 2008, è tornato ai livelli di dieci anni fa (siamo a 17mila 317 euro per abitante, poco più della metà rispetto ai 29mila 449 euro del centro nord). Il valore aggiunto dell’industria è crollato del 15,8% e il rapporto parla di “rischio estinzione”.

Gli investimenti industriali nel 2009 sono crollati del 9,6%, in quella che lo Svimez descrive come «situazine senza precedent». Nel 2009 il settore manifatturiero ha perso circa 61mila posti di lavoro che salgono a 100mila calcolando anche il 2008. Il tasso di occupazione nel 2009 è sceso al 57,5%, dal precedente 58,7%, e in questa zona d’Italia solo un lavoratore su tre ottiene la cassa integrazione. 

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della presentazione del rapporto ha inviato un telegramma indicando la necessità di una «profonda modifica» delle politiche di sviluppo per il mezzogiorno, dove «l’obiettivo di ridurre gli effetti della crisi finanziaria nel breve periodo è divenuto prioritario». Il rapporto Svimez indica, fra le soluzioni di politica economica possibili, una fiscalità più vantaggiosa.

L’allarme disoccupazione, che come si vede è particolarmente grave al Sud, riguarda comunque tutta la Pensiola, secondo quanto emerge dai dati del Cnel nell’annuale rapporto sul mercato del lavoro. Nel 2010 il tasso di disoccupazione salirà all’8,7%, perdendo circa due punti e mezzo dal 2007.

Il numero degli occupati si ridurrà dello 0,4%, le unità di lavoro scenderanno dell’1,4%, pari a 343mila posti, da aggiungere ai 660mila persi nel 2009 e ai 97mila del 2008. Anche qui emerge come il Sud sia maggiormente penalizzato (-1,5% il calo degli occupati), ma il dato più allarmante, anche se ampiamente noto, riguarda i giovani. 

Pari al 10,8% il taglio dei posti di lavoro fra i 15 e i 24 anni. Nel 2008 e nel 2009 sono stati 485mila i tagli fra gli under 35, contro un incremento di 125mila occupati per coloro che hanno superato questa età (l’aumento si concentra in particolare sulle fasce vicine alla pensione).

Infine, le note positive, relative al boom del fatturato dell’industria. In maggio ha segnato un incremento dell’8,9% rispetto allo stesso mese del 2009, il dato più alto dal febbraio del 2008, e dello 0,8% sull’aprile scorso. Bene gli ordini, con un incremento tendenziale del 26,6% a maggio (dato grezzo), il più alto dal 2005, mentre l’aumento congiunturale è stato del 3,2%, dovuto soprattutto al +9,5% registrato sul mercato estero, che controbilancia il -0,4% interno. Anche il rialzo record rispetto al maggio 2009 riguarda in particolare l’estero, +49,2%, mentre la crescita sul mercato nazionale è stata del 16%.