Baby aziende più numerose al Sud

di Barbara Weisz

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La Campania è la regione con il maggior numero di società aperte da giovani sotto i 20 anni, terza la Sicilia. In Italia, queste aziende sono 2600

I giovani intraprendenti si concentrano soprattutto nel Sud. È la Campania la regione in cui vengono aperte più società da giovani fino a 20 anni, mentre al terzo posto si classifica la Sicilia. Fra le due, in seconda posizione, la Lombardia. Sono 2mila200 all’anno i neo maggiorenni che decidono di aprire una propria attività. Sono 2mila600 le loro aziende, mentre è pari a 208mila il numero di quelle con un titolare under 30. La fotografia su questa particolare segmento di imprenditori è stata scattata da una ricerca della Camera di Commercio di Monza e Brianza.

Fra i baby-imprenditori, sette su dieci sono uomini. Per lo più scelgono di mettersi in proprio seguendo le orme dei genitori, aprendo un’attività dello stesso settore di quella di famiglia, in cui spesso hanno fatto esperienza. La maggioranza non ha portato a termine gli studi, ma ci sono anche i neodiplomati e coloro che lavorando contano di pagarsi l’università. Pochi hanno aperto perchè non hanno trovato lavoro.

I settori in cui aprono queste aziende sono il commercio, nel 35,1% dei casi, le costruzioni, 23,3%, e l’agricoltura, 18,5%. Ci sono poi alcune specificità regionali, per esempio in Emilia Romagna si concentra la maggioranza delle imprese alberghiere e di ristorazione. Poche le attività manifatturiere, il 4,9% del totale, che hanno però particolare successo in Veneto. 

Questi imprenditori giovanissimi sono soprattutto campani, 14,6%, lombardi, 13,4$, siciliani, 9,7%. Seguono Puglia, Piemonte, Lazio, Toscana, Emilia Romagna, Calabria Veneto. Scelgono attività agricole soprattutto in Puglia, Lazio e Veneto, mentre i giovani capitani d’azienda campani e calabresi si danno al commercio. Costruzioni e lavori edili sono invece gettonati in Emilia Romagna, Toscana, Lombardia. 

Le loro aziende fanno parte delle oltre 208mila imprese individuali under 30 italiane. Anche qui, le tre regioni in cui sono più numerose restano Lombardia (che in questo caso è però prima, con 28mila aziende), Campania, a quota 24mila, e Sicilia, 21mila. Si tratta di attività che hanno sofferto la crisi più della media, il loro numero ha subito nell’ultimo anno una flessione del 3,6%, contro l’1,1% medio delle imprese individuali. 

«Questi giovani, anzi giovanissimi, che nonostante le difficoltà scelgono di aprire una nuova impresa rappresentano una scelta di fiducia», dichiara Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza, secondo il quale «i giovani imprenditori che si fanno carico della sfida del fare impresa devono essere sostenuti nella loro crescita e nel consolidamento dell’attività, perché una piccola impresa di un giovane oggi potrà essere una grande impresa del domani».

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