Mondadori, nuove nomine e focus sul digitale

di Barbara Weisz

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Roberto Briglia è direttore editoriale ed entra in cda, insieme agli indipendenti Sangalli e Renoldi. Nascono tre nuove divisioni, fra cui la Digital

La creazione di tre nuove direzioni, un giro di nomine ad alti livelli, tre nuovi consiglieri di amministrazione, il passaggio a un nuovo modello organizzativo dell’intero business, il potenziamento del business digitale. Insomma, per dirla con le parole dell’amministratore delegato Maurizio Costa, un riassetto «di grande rilievo per il futuro di Mondadori».

La nomina di maggior rilievo è quella di Roberto Briglia, attualmente numero uno dei periodici, che diventa direttore editoriale del gruppo. Questa è una delle tre nuove direzioni introdotte, ed è quella che Costa, in una lettera ai dirigenti, definisce «la più strategica e propulsiva» con l’obiettivo di «proporre, valutare e coordinare le iniziative di innovazione editoriale e di valorizzazione dei contenuti e dei brands». Briglia entrerà anche in consiglio di amministrazione, la sua nomina verrà presentata all’assemblea del prossimo 11 novembre, insieme a quella di altri due indipendenti: Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, e Angelo Renoldi, docente di Economia e gestione delle imprese all’Università di Bergamo.

Le altre due direzioni che vengono create «con la missione di favorire lo sviluppo trasversale degli asset comuni e delle risorse strategiche dell’azienda» sono la Direzione Generale Digital, affidata a Vittorio Veltroni, che svilupperà «la presenza del digitale di Mondadori, sia a supporto delle Direzioni Generali di Business, sia con una propria forte iniziativa nel creare nuove opportunità» e la Direzione Operations, che entrerà a far parte della Direzione Centrale Personale, affidata a Enrico Selva, e che avrà l’obiettivo di «realizzare recuperi di efficienza nella trasversalità dei processi di acquisto, di logistica/distribuzione e degli uffici tecnici».

Tutto questo si inserisce in un più vasto piano mirato allo sviluppo, che punta sulla centralità «del lettore a prescindere da quale prodotto consumi» e che, dal punto di vista organizzativo, segna il passaggio a un modello «che tagli trasversalmente tutti i business», non più strutturato per Divisioni ma organizzato a matrice. Le direzioni centrali continueranno a garantire il presidio delle risorse finanziarie, di quelle umane e della comunicazione, mentre le direzioni generali di business (Libri Trade, Libri Educational, Periodici Italia, Mondadori Pubblicità, Mondadori France, Generale Direct, Monradio) riporteranno direttamente all’amministratore delegato.

Nel settore Periodici Italia c’è appena stato un giro di poltrone, con la nomina a direttore di Stefano De Alessandri, ex Hachette, al posto di Gianni Vallardi, che ha lasciato l’azienda per andare a dirigere l’area quotidiani del Sole 24 Ore. Il piano si focalizza su quattro punti fondamentali. L’area che dovrà portare a significativi tassi di crescita del fatturato sarà il business digitale, al quale verrà impressa una «fortissima accelerazione» per crescita organica, acquisizioni, attività stand alone. A proposito di digitale, Mondadori nei giorni scorsi ha siglato un accordo con Telecom Italia che ha dato via a Bibletstore, la prima libreria digitale italiana (battendo sul tempo l’altra piattaforma che sta per nascere, eDigita, al via lunedì prossimo), con oltre 1.200 titoli della casa di Segrate, dai classici alle ultime novità ai libri per ragazzi.

Tornando al riassetto organizzativo, gli altri tre cardini sono lo sfruttamento «intensivo e trasversale» di brand e contenuti dell’intero gruppo, la focalizzazione sui lettori, a cui va offerta «una varietà più articolata e del tutto nuova di prodotti, soprattutto digitali» e il nuovo modello gestionale.

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