Malpensa, lo strano caso della valigia rossa

di Barbara Weisz

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Un frequent flyer documenta la presenza di un trolley sul nastro in anticipo sui bagagli. Serve a bloccare il timer? L'Enac annuncia verifiche

Il caso è tutt’altro che chiuso, direbbe Hercule Poiot. Perché anche dopo una serie di precisazioni che oggi sono arrivate dalla Sea, che gestisce gli aeroporti milanesi, e da Aviapartner, società di handling, l’interrogativo di fondo resta aperto: di chi è la valigia rossa? Si tratta di un trolley che è stato notato e segnalato da un frequent flyer, e poi da altri passeggeri, sul nastro bagagli di Malpensa.

Il bagaglio è stato visto sul nastro a pochi minuti dall’arrivo del volo, e decisamente prima delle altre valigie. Era senza etichette, e pieno solo di giornali vecchi.

Insomma, un bagaglio civetta, sul quale l’Enac, l’ente per l’aviazione civile, ha deciso di fare chiarezza. Il sospetto è che il trolley venga utilizzato dalle società di handling per stoppare il cronometro che indica quanto tempo ci mettono i bagagli ad arrivare sul nastro e quindi a venire consegnati, onde evitare le sanzioni previste dai vari aeroporti in caso di superamento delle soglie di tempo prefissate. Sea Handling e Avia Partner negano entrambe di aver posizionato il bagaglio, ma entrambe dicono che si tratta di una valigia che serve a sbloccare il nastro da eventuali ingombri, non a barare sui tempi di consegna.

Dopo che il caso è stato sollevato ieri dal Corriere.it sono state diverse le segnalazioni di passeggeri che hanno notato la presenza di bagagli simili in altri aeroporti, un po’ ovunque. La valigia rossa è stata fotografata dal frequent flyer che ha poi segnalato il caso, un 43enne agente immobiliare milanese che lavora a Londra, Andrea Magnoni. La tempestiva comparsa del trolley sul nastro ha fermato il timer alle ore 20.17, su un volo della Air Berlin atterrato alle 20.15. In realtà, racconta lo stesso Magnoni, gli altri bagagli, quelli veri, sono arrivati una ventina di minuti dopo. Comunque in tempo rispetto ai tempi massimi fissati a Malpensa, pari a 27 minuti.

Sea fa sapere che il sistema del bagaglio-test viene utilizzato da tutti gli handler dei bagagli, per «sbloccare eventuali valigie o zaini che rimangono incastrati sui nastri di riconsegna e per questo scopo sono appesantiti (in questo caso con riviste) e per tale ragione i passeggeri possono averli visti spesso». E aggiunge che in ogni caso il trolley rosso non è suo, anzi il caso documentato «fa riferimento a un volo gestito da un handler in concorrenza con Sea Handling (100% controllata Sea) e quindi Sea non avrebbe ovviamente nessun interesse a falsificare in positivo il dato di riconsegna del bagaglio». In ogni caso «questa è una pratica che Sea non ha mai perseguito e mai perseguirà perché in contrasto con la policy aziendale e soprattutto perché ingannevole nei confronti dei passeggeri».

In effetti, i bagagli dei voli Air Berlin vengono gestiti da Aviapartner, che però a sua volta nega di aver a che fare con la valigia rossa. Anzi, la società prima precisa che «il bagaglio fotografato non è di proprietà di Aviapartner», poi aggiunge che «viene posto, a quanto ci risulta, da addetti di Sea handling sul nastro bagagli all’arrivo di ogni volo gestito dalla stessa Sea handling, in base ad una specifica procedura». Aviapartner conferma che il bagaglio in questione «funge da blocco e serve per pulire i nastri» da eventuali intoppi, aggiunge però «di non applicare questa procedura», pertanto si dichiara estranea ai fatti.

Come si vede, la domanda resta senza risposta: di chi è la valigia rossa?

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