Bocconi: le regole e la cultura internazionale

di Barbara Weisz

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Questi i temi centrali sottolineati in apertura dell'anno accademico. Ospite d'onore, Kishore Mahbubani, con una prolusione sul rapporto Europa-Asia

Il rafforzamento della politica del merito, l’importanza delle regole, il respiro internazionale, le pari opportunità. Sono questi i punti cardine intorno a cui hanno insistito le autorità della Bocconi stamattina in occasione dell’apertura dell’anno accademico 2010-2011.

Presenti Luigi Guatri e Bruno Pavesi, rispettivamente vicepresidente e consigliere delegato della Bocconi, il presidente Mario Monti e, ospite d’onore, Kishore Mahbubani, economista di fama internazionale, dean della Lee Kuan Yew School of Public Policy di Singapore, il quale ha proposto una prolusione dal titolo: “Can Europe inspire Asia?”, ovvero “può l’Europa ispirare l’Asia?”.

La risposta, spiega l’economista, è “sì” e “no”, con un accento più forte sul “sì”. «Negli ultimi 200 anni – prosegue l’esperto – l’Europa è stato il continente di maggiore successo sulla terra», soprattutto grazie ai risultati «nel campo della scienza e tecnologia», ma oggi «c’è più pessimismo che ottimismo in Europa», sono «pochi i giovani che credono che le loro vite miglioreranno significativamente» come è accaduto ai loro genitori. E «uno degli? scopi principali di questo mio discorso è di sollevare gli spiriti» ricordando «all’Europa i grandi doni che ha elargito all’umanità».

Quali sono? Principalmente tre: la cultura di pace, da cui l’Asia dovrebbe imparare, la “cultura della compassione”, espressione che si riferisce in particolare alla qualità del welfare, e infine la “Cultura della cooperazione”, prima con la nascita del moderno concetto di stato sovrano e quindi con quella, ben più recente, dell’Unione Europea: Ma c’è anche l’altro lato della medaglia, rappresentato da altrettanti punti critici: la “cultura dell’insularità”, per cui per esempio l’Italia dovrebbe guardare con maggior interesse all’area mediterranea, il mancato ingresso della Turchia nell’Ue è “un errore strategico di lungo termine” e in genere in Europa sta crescendo una “islamofobia” e questo “è pericoloso”. 

La “cultura dell’arroganza”, per cui l’Europa e in particolare gli intellettuali vengono accusati di non concoscere in modo sufficiente l’Asia, e qui c’è una critica specifica all’assegnazione del Nobel per la Pace a Liu Xiao Bo, scrittore dissidente cinese, che in Europa è stata ben vista mentre in Asia meno perché «potrebbe destabilizzare la Cina». Infine, la “cultura dell’ignoranza”, sempre in relazione alla scarsa cncoscenza della cultura e delle tradizioni asiatiche.

La conclusione fa leva sui punti di forza: «Se un’Asia emergente comincia a sembrare sempre più simile a un’Europa armoniosa dal punto di vista sociale e politico, il mondo sarà un posto di gran lunga migliore». ?Il rettore Guido Tabellini si è invece soffermato piu specificamente sui temi relativi all’università e alle iniziative finalizzate all’accumulazione di capitale sociale per la comunità italiana: riconoscimento del merito e valorizzazione delle capcità individuali, strumenti come le borse di studi per evitare che costi e logistica ostacolino gli studenti promettenti, un modello retributivo per i docenti che premi l’eccellenza nella ricerca e il merito più che l’anzianità.

Sottolineando l’importanza delle regole è stato posto l’accento sull’honor code in vigore nell’università per studenti e docenti. Un codice di comportamento che ha l’obiettivo di trasmettere e rafforzare i valori di lealtà e correttezza essenziali nello svolgimento delle attività di studio, di ricerca e professionali all’interno della comunità bocconiana.

Il codice prevede l’istituzione del Garante degli studenti, ruolo che per il prossimo triennio sarà ricoperto dal professor Piergaetano Marchetti, e un lavoro di elaborazione ed esplicitazione dei valori di riferimento dell’università: indipendenza, etica, trasparenza, libertà di espressione, equità, solidarietà, valorizzazione delle diversità, attenzione al merito e allo sviluppo delle capacità individuali, professionalità, tensione alla qualità, responsabilità sociale.

Centrale infine l’esigenza di un ambiente internazionale (gli studenti stranieri hanno superato quota 1400 e la soglia del 10% degli iscritti, mentre è straniero anche l’8% del corpo docente) e il tema delle pari opportunità.

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