Un bond europeo contro la crisi

di Barbara Weisz

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La proposta lanciata dal ministro Tremonti e dal presidente dell'Eurogruppo Juncker. Contraria la Germania. Sulla crisi dell'euro, vertici a Bruxelles

Una risposta “forte e sistemica alla crisi” dell’euro, per mandare “un chiaro messaggio ai mercati globali e ai cittadini europei” sull’impegno “per l’unione economica e monetaria e per l’irreversibilità dell’euro”. A formularla sono il ministro dell’Economia italiano Giulio Tremonti e il premier lussemburghese, nonchè presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, i quali propongono l’emissione di obbligazioni sovrane europee, gli e-bond,  attraverso un’Agenzia del debito europeo, da creare appositamente. L’idea è stata lanciata dalle pagine del Financial Times e ha subito raccolto il dissenso della Germania.

Nel dettaglio, per l’emissione degli e-bond bisognerebbe creare, come detto, un’Agenzia del debito, cosa che, secondo i due proponenti, si potrebbe fare in tempi relativamente brevi. “Il consiglio europeo  – spiegano – potrebbe, quanto prima in questo mese, avviare la creazione di tale agenzia, con il mandato di raggiungere gradualmente un ammontare di emissioni equivalente al 40% del Pil della Ue e di ciascuno Stato membro”.

Ne nascerebbe il mercato obbligazionario più importante d’Europa, raggiungendo una liquidità paragonabile a quella dei treasures, i titoli del Tesoro, Usa. Qualche ulteriore dettaglio: l’agenzia del debito dovrebbe finanziare fino al 50% delle emissioni degli stati membri” (arrivando anche al 100% in casi eccezionali), e in secondo luogo dovrebbe “offrire il cambio fra gli e-bond e i bond nazionali esistenti”, con un tasso di conversione alla pari e con un’opzione di sconto, che sarebbe maggiore per i bond sotto pressione.

Tremonti e Juncker ritengono che questa potrebbe essere una risposta “forte, credibile e tempestiva” alla crisi del debito sovrano, che gli e-bond possano da una parte proteggere i singoli paesi dalla speculazione e dall’altra rappresentare un passo avanti verso l’integrazione dei mercati finanziari europei.

Ma le critiche sono già dietro l’angolo. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha sottolineato che l’emissione di bond garantiti congiuntamente non rappresenta una soluzione anche perchè richiederebbe “cambiamenti fondamentali nei trattati europei”. “Fino a quando la competenza sulla politica di bilancio sarà nazionale – ha spiegato, sempre dalle pagine del Ft -, non possiamo abbandonare gli strumenti per incentivi e sanzioni per i membri dell’eurozona” per garantire “la disciplina nella politiche di bilancio interne”.

Intanto oggi a Bruxells si incontrano i ministri delle Finanze dell’Eurogruppo per discutere dell’eventuale aumento della dotazione del fondo di emergenza per i paesi in difficoltà che attualmente è pari a 750 miliardi. Partecipa anche il direttore del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss Kahn, che con ogni probabilità presenterà la richiesta di aumentare le risorse finanziarie del fondo (anche su questo punto si prevede l’opposizione della Germania) e insisterà perchè la Banca Centrale Europea incrementi gli acquisti di titoli di stato (come ha fatto nei giorni scorsi contribuendo a rassenare il clima sui mercati).  Domani si riunirà invece l’Ecofin: i 27 ministri finanziari dell’Ue fra le altre cose dovrebbero approvare il pacchetto da 85 miliardi di aiuti all’Irlanda.

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