Le donne e i mestieri da uomini

di Barbara Weisz

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In Italia ci sono 1800 camioniste, 2300 fabbre, 1100 tappezziere, 300 calzolaie. Un'originale indagine della Camera di Commercio di Monza e Brianza.

Mentre prosegue il dibattito parlamentare sulle quote rosa nei consigli di amministrazione delle società quotate (il testo è in commissione al Senato), si scopre che non sono solo le posizioni manageriali a rappresentare una frontiera occupazionale per le donne. I mestieri tradizionalmente associati a figure maschili (camionisti, elettricisti, idraulici, fabbri, calzolai), ormai si declinano spesso e volentieri anche al femminile. Lo rivela un’elaborazione dell’ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, basati sui dati del Registro Imprese.

Ebbene: in Italia ci sono 1800 camioniste, 400 elettriciste, 1100 tappezziere, 2300 fabbre, 700 meccaniche, 140 idrauliche, 300 falegname e oltre 300 calzolaie. Come si vede, sono numeri ancora relativamente piccoli, la stragrande maggioranza dei professionisti di questi settori è rappresentata da uomini.

Le percentuali sono chiare: fra gli autotrasportatori, le 1800 donne rappresentano il 3,1%. Ma si tratta comunque di un trend emergente, da sottolineare. Fra coloro che si sono iscritti nel 2010, ogni 13 nuovi camionisti c’è una signora. Fra i tappezzieri la percentuale “rosa” è piu’ alta pari al 14,5% (ma il dato incamera anche i restauratori di mobili), e fra i nuovi iscritti 2010 le esponenti dell’altra metà del cielo sono una su cinque. Superiore alla media degli altri mestieri anche il numero delle signore che si danno alla calzoleria, che come detto sono 300 e rappresentano l’8% del totale, anche qui con una percentuale di una su ogni cinque nuovi iscritti.

Interessante il dato relativo alle donne fabbro, il 5,1%, con un ritmo di una donna ogni dieci nuovi artigiani del ferro. Scendono parecchio le percentuali relative a carrozzieri e meccanici donne, l’1,4%, quelle sulle signore della falegnameria, l’1,6%, mentre la cifra in assoluto piu’ bassa riguarda le esponenti del gentil sesso che scelgono di fare l’idraulico, lo 0,3%.

La Camera di Commercio di Monza e Brianza ha elaborato questi dati in occasione di un’iniziativa che vuole dare nuovo impulso a queste professioni tradizionali. Si tratta di un bando, “Mi lauri in butega”, che significa io lavoro in bottega, rivolto a tutte le microimprese (non solo a quelle femminili) che hanno sede nel territorio da almeno cinque anni. Si puo’ presentare domanda dal 3 marzo fino al 2 maggio di quest’anno. Per l’iniziativa sono stati stanziati in totale 250mila euro. Ad ogni singola impresa puo’ essere destinato un contributo pari al 50% delle spese riconosciute ammissibili, come investimenti in macchinari, attrezzature, hardware e software (sono escluse invece le spese per l’acquisto di terreni e fabbricati), per un massimo di 10mila euro.

L’iniziativa, sottolinea Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza, “ben rappresenta il percorso storico e imprenditoriale delle imprese” del territorio, nate nella fabbrichetta vicino a casa e poi diventate grandi aziende, e valorizza “le piccolissime imprese” che “rappresentano un valore economico per il territorio per la ricchezza e l’occupazione che generano ma anche perché contribuiscono alla tenuta e alla coesione del tessuto sociale”.