Auto elettrica, l’interesse e la prudenza

di Barbara Weisz

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Il 74% degli italiani valuterebbe l'acquisto, ma i fattori cruciali restano prezzo e autonomia della batteria. La Survey di Deloitte.

L’interesse per l’auto elettrica è confermato, e c’è anche una certa predisposizione a sopportare tempi di ricarica ben più lunghi dei pochi minuti che servono per fare il pieno di carburante. I consumatori, però, chiedono un’autonomia della batteria maggiore di quanto il mercato al momento è in grado di offrire. Sono i principali risultati della “Global e-vehicles survey” condotta da Deloitte sulle aspettative degli automobilisti, presentata a Milano nel corso del convegno dedicato al tema “e-car: grande domanda, offerta adeguata?” organizzato da Assolombarda e Unindustria.

Il 74% degli intervistati prende in esame la possibilità di acquistare un’auto elettrica. In generale, si conferma quindi l’interesse rilevato nella precedente ricerca di Deloitte, “New era”, in cui emergeva la possibilità che al 2020 ci sia in circolazione un 20% di auto a energia pulita.
I fattori curciali per valutare l’acquisto sono, come è facile intuire, il prezzo e le prestazioni della batteria. Il 57% del campione non è disposto a pagare di più per una vettura elettrica.

C’è poi un 9% che invece pagherebbe fino a 400 euro in più. Qui si inserisce una considerazione relativa ai veicoli tradizionali, a benzina o diesel, che continuano a essere considerati migliori in termini di autonomia, comodità del rifornimento e prezzo. Su quest’ultimo fattore incidono molto le performances dei motori e il costo della benzina. Se ad esempio un’auto tradizionale arrivasse a fare 100 km con tre litri di benzina, la maggioranza dei consumatori sarebbe meno propopensa all’acquisto dell’auto elettrica. Se invece il caro benzina arrivasse a 1,8 euro al litro, salirebbe l’interesse nei confronti dei veicoli a energia pulita. In genere, la survey sottolinea che gli automobilisti italiani sono fra i più sensibili alle variazioni del costo di verde e gasolio. 

Quanto all’autonomia, il 74% vorrebbe che l’auto percoresse almeno 480 km con una carica, una prestazione al momento irreperibile sul mercato. Questo, nonostante il fatto che solo l’1% degli automobilisti percorra più di 320 km al giorno. C’è invece una maggior disponibilità nei confronti dei tempi di ricarica, con molti consumatori disposti a cambiare le proprie abitudini rispetto ai pochi minuti necessari a fare il pieno di benzina.

La Survey europea mostra che il 67% del campione prenderebbe in considerazione l’acquisto del veicolo con un tempo di ricarica inferiore alle due ore (c’è anche un 16% disponibile ad attendere 8 ore). Infine, i potenziali “first movers” sono in particolare i giovani che abitano nelle città, attenti all’ambiente, che ritengono queste vetture convenienti, sicure e alla moda.