Il solare italiano riparte da Verona

di Anna Nosari

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La firma del Quarto Conto Energia è arrivata in pieno SolarExpo, la mostra convegno internazionale dedicata al mondo delle energie rinnovabili.

L’Italia è oggi il secondo mercato del fotovoltaico a livello mondiale, dopo quello tedesco. Il nostro Paese rientra infatti nella ristretta cerchia dei paesi che installano annualmente più di un gigawatt ed è destinato a restare tra i principali mercati a livello mondiale. È questa la visione condivisa dai grandi produttori mondiali della filiera fotovoltaica, riuniti a Verona in occasione di SolarExpo.

I Ceo di LDK Solar, REC Group, Schott Solar, First Solar, Sunpower e Suntech si sono trovati d’accordo nell’affermare che in diversi segmenti di mercato la parità con il costo dell’energia elettrica presa dalla rete, la cosiddetta “grid parity“, sia ormai prossima.

L’Italia infatti, grazie al buon livello di radiazione e ai prezzi mediamente più alti che negli altri Paesi industrializzati, pare essere in grado di raggiungere questo risultato nel giro di qualche anno, prima che altrove.

Ingmar Wilhelm, presidente dell’EIPA (European Photovoltaic Industry Association) ha dichiarato: «Il tessuto produttivo italiano si presta bene allo sviluppo del fotovoltaico e, nei prossimi anni, l’Italia avrà la possibilità di trovare un rilevante spazio nell’ambito dell’installazione, della progettazione e soprattutto per tutto ciò che riguarda l’integrazione in edilizia. Una parte importante della catena del valore, specialmente in un mercato che si attende, nei prossimi 8-10 anni, dieci volte maggiore rispetto a quello attuale».

E se nel 2011 ci saranno almeno cinque Paesi che installeranno più di un gigawatt di potenza – Germania, Italia, Usa, Cina e Giappone – nei prossimi anni la lista potrà arrivare a contarne dieci o più, contribuendo ad un assestamento del settore.

«Più sono i mercati che contribuiscono a questo sviluppo, più duraturo e sostenibile sarà il settore. Portare su più spalle uno sviluppo che richiede grandi investimenti», spiega Wilhelm, «permette alle aziende produttrici di diversificare le considerazioni di rischio e alla fine questo non può che avvantaggiare tutta l’industria».

Rendere il mercato stabile e duraturo nel tempo è una delle parole d’ordine condivise dai Ceo, che ritengono importante puntare ad una crescita equilibrata e graduale piuttosto che ad improvvisi exploit del settore.

Mentre si discuteva di questi temi è giunta l’attesa notizia della firma del Quarto Conto Energia, arrivata dopo l’accordo tra i due Ministeri competenti – Sviluppo Economico, Romani, e Ambiente, Prestigiacomo – sulle modalità di assegnazione delle tariffe incentivanti e il via libera del Consiglio dei Ministri.

Se la firma del decreto porta qualche certezza in più nel quadro normativo di riferimento, le posizioni delle associazioni di settore sono molto differenti tra loro e non tutti sono soddisfatti dei contenuti. Anzi: mentre GIFI, il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane aderente a Confindustria, esprime la propria soddisfazione, pur ribadendo in una nota la necessità di «proseguire il lavoro sugli aspetti da migliorare, costituendo un tavolo tecnico permanente con le istituzioni per la semplificazione delle procedure autorizzative e di connessione alla rete», 150 aziende si sono già rivolte a SOS Rinnovabili per un primo ricorso contro il provvedimento, da presentare alla Corte di Giustizia Europea.