Crowdsourcing, largo al Venture Capital

di Carlo Lavalle

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Negli USA emerge una forma di investimento nel capitale di rischio basato sul Crowdsourcing. Suo sponsor Don Tapscott sostenitore della wikinomics.

Basta con il vecchio sistema di venture capital. È un ostacolo allo sviluppo economico e alla crescita dell’occupazione. Chi lo dice? Don Tapscott, alfiere della wikinomics e autore dell’articolo “The Need to Reinvent Venture Capital” da poco comparso sul sito Huffington Post. La tecnica, si sa, è un mezzo di salvezza per gli esseri umani come insegna il mito di Prometeo descritto da Platone nel Protagora. Per Don Tapscott, che ha appena pubblicato insieme ad Anthony D. Williams il libro “Macrowikinomics”, il web rappresenta lo strumento in grado di correggere le sorti dell’economia e della società stordita da una crisi virulenta.

Bisogna cambiare modo di pensare ed operare – afferma il presidente di Moxie Insight e professore di management alla Rotman School of Management di Toronto – per abbracciare senza indugio la collaborazione di massa nel campo del business, un portato delle trasformazioni instaurate dall’evoluzione tecnologica, che può rappresentare un fattore di successo aziendale. Perché? Tecnologia digitale ed Internet pongono le basi di una “distruzione creativa” che rende più facile e meno costoso lo start up di un’impresa.

Software open source, cloud computing e infrastrutture di ufficio virtuale hanno consentito l’abbattimento dei costi nella fase di avvio di un’azienda. Negli ultimi 13 anni, secondo Austan Goolsbee, presidente del Council of Economic Advisers, grazie al fenomeno di continua nascita di nuove aziende sono stati creati più di 40 milioni di posti di lavoro. Da 30 anni a questa parte, stando ai dati forniti un importante studio di Kauffman Foundation, l’occupazione negli Stati Uniti dipende dalle imprese con meno di 5 anni di vita.Il capitale di rischio tradizionale ha compreso questi processi? Non pare.

Al contrario rischia di rappresentare un elemento che inceppa il circolo virtuoso innovazione imprenditoriale-finanza-crescita.Il problema sta nel meccanismo lacunoso del venture capital cycle nel momento in cui si tratta di decidere l’azienda su cui investire. L’aspetto fondamentale davanti al moltiplicarsi delle opportunità di investimento è costituito dalla capacità di saper selezionare e filtrare le molte opzioni disponibili. La soluzione sponsorizzata da Don Tapscott è il crowdsourcing venture capital.

Un esempio? VenCorps fondata da Sean Wise, docente di management e venture capitalist, utilizza il metodo della collaborazione di massa mediante piattaforma web per scegliere quale impresa nascente sostenere e accompagnare nel suo sviluppo successivo. Al posto di pochi esperti è una grande community in rete, costituita da migliaia di imprenditori, studenti, studiosi, scienziati, business angels e dirigenti pubblici, a passare in rassegna e indicare quali progetti siano meritevoli di essere finanziati.

VenCorps, che ha tra i suoi sottoscrittori Spencer Trask & Co. operatore di private equity, raccoglie le informazioni dai membri della sua comunità – per i quali non si richiede un apporto diretto di capitale – consegnadole al mondo degli investitori. In questa maniera le aziende innovative con potenziale di crescita ottengono un accesso più rapido ed economico ai finanziamenti che garantisce maggiori probabilità di riuscita, come dimostrano i risultati.

Oltre che nel privato questo approccio di crowdsourced venture capitalism trova applicazione anche nel settore pubblico. È il caso del Boston Innovation District un’iniziativa del comune di Boston che ha sfruttato la piattaforma di VenCorps per cercare nuove imprese in grado di rilanciare la crescita economica nella sua area.