Centro per le Nanotecnologie, a Milano il futuro del fotovoltaico

di Noemi Ricci

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Inaugurato a Milan il Centro per le Nanotecnologie che punta a diventare un polo scientifico d'eccellenza e all'avanguardia, attraendo giovani talenti

Un centro d’eccellenza in Italia sulle celle fotovoltaiche di terza generazione, quello che è stato inaugurato ieri a Milano. Nel Center for Nano Science and Technology i ricercatori del Politecnico e dell’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) lavoreranno a nuovi futuristici dispositivi per l’energia solare realizzati con materiali polimerici organici sintetizzati in laboratorio in grado di adattarsi a ogni tipo di superficie e di catturare l’energia proveniente dal Sole con i colori.

«Il nostro obiettivo è creare nuove celle fotovoltaiche che sfruttino materiali a basso costo, con una maggiore efficienza e flessibilità. Pensiamo, per esempio, a dispositivi portatili, arrotolabili e adattabili a diversi tipi di superficie, che usino anche i colori per catturare meglio l’energia solare» ha spiegat il coordinatore del progetto, Guglielmo Lanzani.

Il Centro per le Nanoscienze Cnst si focalizzerà in generale sulle applicazioni innovative negli ambiti dell’energia e dei materiali intelligenti «che, copiando architetture naturali, siano in grado di mimare importanti funzioni biologiche» ha rivelato il direttore scientifico dell’ITT Roberto Cingolani parlando poi degli esperimenti condotti sulla retina artificiale e dei test per verificarne la compatibilità con i tessuti biologici attualmente iniziati sui topi: «fra poco studieremo la sua interazione con una retina vera».

L’obiettivo dichiarato è di diventare un polo scientifico d’eccellenza e all’avanguardia capace di attrarre giovani talenti e cervelli provenienti da tutto il mondo. Lanzani ha reso noto che lo «staff conterà a regime 53 ricercatori. Sono giovani che hanno un’età media di 30 anni e che arrivano dall’Italia e da altri otto Paesi. Tra loro ci sono anche italiani che sono rientrati dall’estero per lavorare con noi. Provengono da centri prestigiosi di Stati Uniti e Gran Bretagna, come Harvard e Oxford».

Il Politecnico metterà «a disposizione le proprie relazioni con il mondo dell’impresa», oltre che i propri ricercatori e i propri studenti, funzionando da cardine del progetto, ha sottolineato il rettore Giovanni Azzone.