I conti in tasca alla politica

di Liliana Adamo

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La casta? Facciamogli i conti in tasca, mentre impazza sul web la ribellione del precario anti Palazzo.

Si firma Spider Truman, ex precario licenziato dopo quindici anni di lavoro a Montecitorio, “gola profonda” su una pagina Facebook, che ha intrapreso una singolare forma di dissenso: rivelare tutti, ma proprio tutti, segreti e meccanismi occulti della casta, intrecci incredibili di privilegi e benefici, in un momento in cui si vara la manovra “lacrime e sangue” per il risanamento del bilancio.

Attraverso la pagina del social network, condivisa da migliaia di bacheche con un picco di quasi 50mila preferenze e, all’occorrenza, un blog in caso di censura, l’anonimo superprecario rende di pubblico dominio “indiscrezioni che nessuno osa far uscire dal Parlamento.

Insomma, un vero scoop con contenuti difficili da digerire: si va dalle chiamate alle radiomobili Tim pagate 0,0050 centesimi Iva inclusa, agli acquisti d’automobili con sconti fino al 20% nei concessionari in tutta Italia, dai servizi sanitari a prezzi stracciati – mentre la nuova manovra finanziaria impone nuovamente i ticket – ai criteri per l’assegnazione delle odiosissime auto blu e agli espedienti architettati per avvalersene a piene mani. Il tutto palesemente documentato, quanto basta e avanza per scatenare un putiferio di commenti stizziti, tanto per usare un eufemismo, da parte dei numerosissimi lettori.

Nella congerie che continua a susseguirsi nei post, si mescolano tariffe e prezziari da sogno, ma anche esempi inquietanti d’inutili sprechi, come le montagne di carta intestata che si riversano negli uffici fin nelle case private degli onorevoli e del loro entourage di collaboratori, permettendo a chiunque d’inviare missive sotto l’autorevole logo parlamentare. Ma non basta, in una sorta di presuntuosa auto-flagellazione dinanzi all’indignazione popolare, i senatori hanno bloccato le nuove norme inerenti alle già cospicue indennità. La sforbiciata del 54% che avrebbe ridotto le buste paga, potrebbe scattare soltanto nella prossima legislatura, non prima dell’intervento (tempestivo) d’una commissione d’esperti chiamati a esaminare se la direttiva è in linea con “la media europea sulle indennità”.

Verrebbe da chiedersi su quale “media europea” gli esperti intendano confrontarsi. Presto detto, i parametri riguarderanno i sei paesi più ricchi d’Eurolandia, eccetto quelli più piccoli come Malta, Estonia o Cipro, che hanno già abbassato sostanzialmente la cifra di riferimento. E se vogliamo fare due conti, il valore dell’emendamento si aggira intorno ai 12mila euro l’anno. Nell’ottica di una manovra di risanamento che reinserisce il ticket, minaccia tagli lineari ai benefici fiscali per tutti i contribuenti senza alcun distinguo tra ricchezza/povertà, sottraendo la bellezza di un miliardo e mezzo dal fondo – risarcimento, per chi le tasse le ha pagate più del dovuto, è davvero una gran bella mossa.

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