Benzina record a 1,641 e iniziano le vacanze

di Barbara Weisz

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Aumenti del carburante in vista dell'esodo. Vacanze, le mete degli italiani secondo Federalberghi: il 55% va in vacanza, soggiorni più brevi.

L’esodo estivo inizia all’insegna del caro carburante. La benzina tocca un nuovo record storico, superando quota 1,64 euro al litro nei distributori Ip. La compagnia aumenta di un centesimo anche il gasolio, che si porta quindi a 1,523 euro al litro. La rilevazione è di Staffetta Quotidiana, mentre Quotidiano Energia fissa il prezzo di Ip leggermente al di sotto, a 1,636 euro al litro.

Sempre secondo QE i prezzi medi a livello nazionale vanno da 1,624 euro al litro di Eni all’1,636 di Ip, con le no-logo a 1,547 euro. Il diesel va da 1,505 euro al litro di Eni ed Esso a 1,511 di Ip (no-logo, 1,413). Infine il Gpl costa da un minimo di 0,718 euro al litro (Eni) a un massimo di 0,735 di IP e Shell (no logo a 0,715). Tutto questo mentre gli italiani si preparano alle partenze per le vacanze.

In un anno che, ancora contrassegnato dalla crisi economica, vede meno partenze dell’anno scorso e soggiorni mediamente più corti. La stima è di Federalberghi, secondo cui fra giugno e settembre si muoveranno il 55% degli italiani, circa 33 milioni di persone, dopo il 55,2% dell’estate scorsa. La durata media della vacanza sarà di 11 notti, dopo le 12 del 2010. Gli indecisi sono il 3,1%.

La notizia positiva è però che scende anche il numero di coloro che non faranno le vacanze, al 41,9% dal 42,4%, ed è la prima volta che succede da parecchi anni, spiega il presidente Bernabò Bocca, il quale ritiene che «considerando la congiuntura economica» si tratta di numeri positivi, che fotografano una «tenuta assoluta del settore».

La crisi comunque pesa, visto che fra coloro che non faranno le vacanze il 42,8% ha fatto questa scelta per motivi economici.

Quanto alle destinazioni, il 78% sceglie l‘Italia (con una crescita rispetto al 70% dell’anno scorso) mentre il 21% andrà all’estero. Come da tradizione in estate la maggioranza va al mare, in pratica 7 italiani su 10 (il 70,4%, in flessione però dal 74,6% del 2010). Seguono la montagna, con il 15,7%, e le città d’arte, 3,6% (in aumento dall’1,6% dell’anno scorso). Stabili i laghi, 1,6%, mentre cresce il successo dei soggiorni benessere, al 3,1% dall’1,4% precedente.

La meta preferita? La Sicilia, con il 13% di domanda nazionale, seguita da Sardegna, 10,2%, Calabria, 9,7%, Puglia, 9,5%, Veneto, 7,2%, Emilia Romagna, 6,6%, Toscana, 5,9%, Liguria e Campania, 5,1%.

All’estero invece vincono le capitali europee, scelte dal 51,9% di chi oltrepassa il confine, in netto aumento dal 44,6% del 2010. Viceversa, flessione notevole per mari tropicali e località esotiche, dal 22 al 13,4%, mentre restano stabili le capitali extraeuropee, 10%, le crociere, 6%, la montagna, 4%.

La spesa media sarà di 776 euro per chi resta in Italia, più bassa degli 853 del 2010 (-9%), e di 1052 euro per chi va all’estero, dai 1’65 precedenti. Il 32,8% andrà in albergo, il 13,6% a casa di parenti o amici, l’11,5% prende un appartamento in affitto, il 10,4% trascorre le ferie in una casa di proprietà.

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