L’impresa femminile ha una marcia in più

di Carlo Lavalle

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Secondo uno studio dell'Osservatorio sull'Imprenditoria femminile di Unioncamere, è in crescita in Italia il numero delle aziende guidate da donne.

L’imprenditoria femminile italiana ha innestato la marcia alta malgrado la crisi economica. Quasi diecimila aziende rosa in più tra giugno 2010 e giugno 2011 con un tasso di crescita dello 0,7% superiore a quello dei colleghi maschi, fermo allo 0,2%, a fronte di una media nazionale dello 0,3%.

Questi i dati elaborati da una indagine dell’Osservatorio sull’Imprenditoria femminile di Unioncamere secondo cui le imprese guidate da donne sono arrivate alla quota di 1.430.900 unità, vale a dire il 23,4% del totale registrato presso le Camere di commercio.

Sul piano territoriale il maggior contributo viene dalle regioni del Centro Italia (Lazio, Toscana, Abruzzo, Umbria e Marche). Nel periodo considerato le imprese femminili surclassano le aziende dirette da uomini. In modo particolare, in Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche l’aumento è superiore di circa un punto percentuale.

In termini assoluti, il primato lo conquista il Lazio con 2.162 imprese rosa in più, seguito da Lombardia (+1.406) e Veneto (+1.313) che complessivamente realizzano il 49,7% di tutto il saldo positivo nell’anno esaminato.

A livello provinciale il maggiore sviluppo di iniziative imprenditoriali femminili si riscontra a Prato (+3%), Monza-Brianza (+2,8%) e Messina (+2,7%) mentre performance negative si rilevano a Caltanissetta (-5,7%) Avellino (-3,3%) e Catania (-3,2%).

I settori nei quali le imprenditrici dedicano più frequentemente la loro attività sono i servizi di alloggio e ristorazione le attività immobiliari, le nuove professioni legate all’innovazione come quelle di carattere scientifico e tecnico. Inoltre, le donne mostrano una preferenza per la forma giuridica dei consorzi, società di capitale e cooperative piu che per la ditta individuale sebbene questa modalità resti ancora la più diffusa nell’universo imprenditoriale femminile (oltre il 60% di tutte le imprese femminili).

A giudizio di Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere, “la maggiore partecipazione delle donne alla vita produttiva, attraverso l’impresa, è una risorsa importante per contribuire a rilanciare la crescita dell’Italia e riavvicinare il nostro Paese agli standard europei”. Senonché, ha aggiunto, nel mondo del lavoro italiano permangono troppi ostacoli che limitano le possibilità di una piena espressione della creatività e professionalità femminile.

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