Crisi, la lettera Ue all’Italia

di Barbara Weisz

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Richieste su pareggio di bilancio, tasse, misure per la crescita, pensioni, lavoro: ecco le 39 domande dell'Europa a un'Italia in crisi di governo.

L’incertezza Italia raggiunge oggi uno dei momenti più drammatici che si ricordino. Nel bel mezzo di una crisi di Governo, l’Italia deve rispondere velocemente a una missiva dell’Unione Europea che chiede rassicurazioni sulle misure economiche e, forse, addirittura una manovra aggiuntiva. Si tratta di 39 domande, che riguardano risanamento economico, crescita, riforme (lavoro, pensioni), liberalizzazioni. Alle quali il ministro dell’Economia Giulio Tremonti sarebbe chiamato a rispondere entro l’11 novembre. Dopodomani. Intanto oggi, mentre i mercati crollano e lo spread con i titoli di stato tedeschi raggiunge nuovi record, inizia anche quella missione di Ue, Fmi e Bce che deve monitorare l’andamento dei conti e delle riforme italiane.

E ancora: ieri il commissario europeo agli Affari Economici Olli Rehn ha definito «molto preoccupante» la situazione dell’Italia al termine di un vertice Ecofin che il nostro ministro dell’Economia ha lasciato in anticipo per partecipare al voto alla Camera sul rendiconto dello Stato (approvato, ma grazie all’astensione dell’opposizione, più numerosa della maggioranza, con il successivo annuncio di dimissioni del governo dopo l’approvazione della Legge di Stabilità).

Quella Legge di Stabilità che è stata anticipata, prima con una lettera e poi personalmente, nei giorni scorsi e nelle scorse settimane dallo stesso premier Silvio Berlusconi ai partner di Bruxelles.

Quali sono le richieste dell’Europa? Innanzitutto, a Bruxelles vogliono sapere a che punto di applicazione o in che modo verranno attuate le misure che l’Italia ha illustrato con la lettera dello scorso 26 ottobre. Questa è la preoccupazione “generale”. Poi, la Commissione scende nel dettaglio.

Chiede rassicurazioni sulla disponibilità dell’Italia a varare misure aggiuntive per raggiungere gli obiettivi per il 2012 e 2013. Bruxelles esprime il dubbio relativo al fatto che le manovre già approvate nei mesi scorsi non siano sufficienti a centrare gli obiettivi, e vuole sapere se sono già pronte nuove misure e quali sono.

Anche sulla privatizzazioni, c’è la richiesta di fonire dettagli, spiegando se lo stato ha intenzione di vendere quote di compagnie e in che modo è stata calcolata la cifra di cinque miliardi, che il governo ha dichiarato di voler ricavare dal piano di vendita di asset pubblici.

Quindi, il governo è chiamato a specificare come intende ridurre il debito dal prossimo 31 dicembre 2011 con l’assistenza dell’annunciato comitato.

E siamo a un capitolo delicato, l’età pensionabile: il governo ha dichiarato che intende portarla a 67 anni nel 2026. Ma vengono espresse perplessità sull’adeguamento molto lento dell’età delle donne nel settore privato e sulle pensioni di anzianità.

Molte spiegazioni vengono chieste su come e in quanto tempo verrà inserito il pareggio di bilancio in Costituzione.

L’Europa vuole poi sapere come il governo intende spostare la tassazione dal mercato del lavoro a quello dei consumi, e chiede esplicitamente se si sta prendendo in considerazione l’ipotesi di una patrimoniale.

Tutto quanto esposto finora riguarda il capitolo “finanze pubbliche”. Poi, arriva quello relativo alla crescita.

Ci sono una serie di quesiti su come il governo intende spendere i fondi europei. E altri (quattro domande, per la precisione) sulle misure per la meritocrazia a scuola (si parla anche dei test Invalsi). Quindi, il mercato del lavoro: occupazione dei giovani e delle donne (quali misure per incentivarle? chiede l’Europa), licenziamenti (cosa prevede la nuova disciplina allo studio? Che benefici porterà?), contratti, sistema dei sussidi di disoccupazione.

Altri dubbi riguardano il rafforzamento dell’Autorità Antitrust (e qui ci sono le richieste su quali saranno le liberalizzazioni).

Sulle imprese: come verrà favorita la loro capitalizzazione, quali interventi per lo sviluppo delle aree più arretrate, quali stimoli a ricerca e sviluppo?

Come verrò favorita la semplificazione e la sburocratizzazione, anche delle imprese. Come sta andando la modernizzazione della pubblica amministrazione? Quali misure per migliorare i tempi della giustizia civile? Qual è con precisione la politica delle Infrastrutture?

E infine, i costi della politica e la stessa governance dell’Italia: l’Europa vuole sapere ad esempo quali benefici sui conti avranno le riforme costituzionali promesse, ma anche delucidazioni sulla riduzione dei parlamentari e sul ruolo del governo e della maggioranza.

Tutto questo succede dopo che nel luglio scorso aveva già fatto una certa impressione la lettera che all’Italia aveva mandato la Bce.

Non siamo commissariati, ha sottolineato oggi il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Comunque, le risposte arriveranno nel giro di pochissimi giorni, con l’approvazione della legge di stabilità all’interno della quale saranno contenute le misure del pacchetto Europa.

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