Tempesta economica e giudiziaria su Finmeccanica

di Carlo Lavalle

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Per Finmeccanica conti in rosso e vertici aziendali inquisiti. Intanto il titolo in Borsa perde il 20%. In calo ordini e fatturato.

E’ un brutto momento per Finmeccanica che mentre si scopre con i conti in rosso vede i suoi vertici coinvolti nella vicenda giudiziaria degli appalti Enav.

Il gruppo con capitale detenuto per il 30,2% dal ministero dell’Economia e 73mila dipendenti, tra i principali player mondiali nei settori aerospaziale, difesa e sicurezza, ha denunciato, dopo una riunione del Consiglio d’amministrazione, tenutasi il 14 giugno 2011 per esaminare il resoconto intermedio di gestione, perdite significative per oltre 700 milioni di euro nei primi nove mesi dell’anno.

Nel comunicato emesso al termine del board viene registrato un calo dei ricavi del 5% e una flessione degli ordini del 21%.

Si prevedono inoltre cessioni per un miliardo di euro entro la fine del 2012 insieme alla mancata distribuzione del dividendo con riferimento all’esercizio attualmente in corso (nel 2010 il monte dividendi è stato pari a circa 258 milioni di euro), proposta da sottoporre all’assemblea degli azionisti chiamata ad approvare il Bilancio 2011.

I risultati sfavorevoli vengono imputati a “problematiche industriali”, specie in aeronautica, trasporti (veicoli) e elettronica per la Difesa e Sicurezza, e al “contesto esterno” riconducibile al non positivo andamento delle economie occidentali (con conseguente contrazione dei budget per la Difesa) e al perdurare di situazioni di crisi internazionali (conflitto in Libia, situazione economica europea, debolezza nella ripresa industriale degli Usa).

Per far fronte alla congiuntura negativa, il vertice dell’azienda ha definito – oltre alle dismissioni di attività che riguardano la controllata Ansaldo Breda con possibilità di cessione dell’intero settore ferroviario – un piano di ristrutturazione e riorganizzazione con riduzione di forza lavoro nel comparto aeronautico nonché interventi di tagli dei costi di struttura sia nella capogruppo che nelle società operative.

Guido Orsi, amministratore delegato di Finmeccanica con pieni poteri, non nascondendo le difficoltà del gruppo ha dichiarato che “negli scorsi anni il management è stato molto bravo e capace a far crescere Finmeccanica, ora però la situazione è cambiata e occorre consolidare”, restando convinto di un miglioramento dei conti nel 2012.

Nel frattempo, il titolo ha subito un forte contraccolpo a Piazza Affari: in una sola giornata il suo valore è diminuito del 20% con una secca perdita su scala mensile del 34,6%. Dal 2007 il valore di Borsa è sceso da 9 a 2,5 miliardi.

Cattive notizie anche sul fronte giudiziario: l’inchiesta portata avanti dalla Procura di Roma in relazione al caso Enav ha condotto all’apertura di una indagine sul presidente di Finmeccanica, Pier Francesco Guargaglini e sulla moglie Marina Grossi, amministratore delegato di Selex Sistemi Integrati, appartenente alla galassia Finmeccanica. I reati contestati sono falsa fatturazione, frode fiscale e corruzione. Nelle maglie della giustizia è finito anche il direttore centrale delle relazioni esterne di Finmeccanica Lorenzo Borgogni il quale, accusato di finaziamento illecito ai partiti, si è autosospeso dall’incarico.

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