Guardia di finanza negli uffici S&P: ecco perché

di Roberto Rais

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In Italia, la Guardia di Finanza sta indagando sulle agenzie di rating S&P e Moody's, accusate di aver manipolato il mercato.

Negli scorsi giorni la Guardia di Finanza ha fatto visita agli uffici milanesi di Standard & Poor’s, una delle più note agenzie di rating al mondo, “colpevole” di aver ridotto il giudizio sul merito del debito sovrano italiano. Ad ogni modo, anche se la tempistica dell’ispezione dei finanzieri negli uffici dell’agenzia potrebbe apparentemente lasciar intendere una sorta di rappresaglia sostanziale nei confronti di coloro che hanno revisionato (in peggio) il giudizio sul BelPaese, la verità sembra essere ben più complessa.

La Procura della Repubblica di Trani – che ha disposto gli accertamenti cui la Guardia di Finanza ha dato seguito – sta infatti indagando da tempo sulla posizione di Standard & Poor’s e di Moody’s, accusate di aver manipolato il mercato attraverso la pubblicazione di “giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti“.

Accuse evidentemente molto gravi, che la Procura sta cercando di comprovare mediante ispezioni e analisi particolarmente approfondite. Secondo quanto finora è stato reso noto, nell’inchiesta sarebbero coinvolti sei indagati: tre analisti cui sono state attribuite – si legge nel comunicato – “funzioni apicali” da Standard & Poor’s, un’analista di Moody’s, e i responsabili legali per l’Italia delle due agenzie.

Più nel dettaglio, gli analisti di Standard & Poor’s Eileen Zhang, Frank Gill e Moritz Kraemer sono inquisiti per insider trading (ovvero, abuso di informazioni privilegate) e per abuso di mercato: i primi due, con la collaborazione e sotto la supervisione del terzo, avrebbero infatti divulgato in un report (firmato da loro) l’avvenuto taglio dell’outlook del debito sovrano dell’Italia da stabile a negativo. Pochi giorni dopo, il 23 maggio 2011, fu invece diffuso un altro report che spiegava le motivazioni della review dell’outlook.

Comportamenti non in linea con quanto previsto dall’attuale quadro normativo, poiché in grado di influenzare significativamente “sensibili perdite di titoli azionari, obbligazionari e dei titoli di Stato nazionali”, anche con la semplice anticipazione dei contenuti delle analisi.

Per quanto ovvio, l’agenzia di rating sta reagendo duramente a queste accuse. In un comunicato, i vertici di Standard & Poor’s si definiscono “sorpresi” e “costernati” dalle indagini sulle proprie valutazioni indipendenti, definendo come del tutto prive di fondamento e senza merito le stesse ipotesi, e preannunciando azioni di difesa immediate.

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