Facebook in Borsa, richiesta alla Sec in settimana

di Floriana Giambarresi

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Ormai in dirittura d'arrivo lo sbarco di Facebook in Borsa: è attesa la richiesta alla Sec in settimana; Morgan Stanley favorita per il collocamento.

Dopo mesi di indiscrezioni, Facebook sarebbe ormai vicinissima ad approdare a Wall Street e nel corso di questa settimana i vertici dell’azienda dovrebbero presentare la richiesta alla Sec per entrare in Borsa prima dell’estate, possibilmente entro il mese di maggio. Si parla di un’IPO di 10 miliardi di dollari e di una valutazione di mercato di 100 miliardi per il social network fondato da Marzk Zuckerberg.

Secondo quanto riportato dalle indiscrezioni che circolano in queste ore sulla Rete, tra le banche che mirano ad avere un posto d’onore nel collocamento in Borsa di Facebook figurerebbero innanzitutto Morgan Stanley e Goldman Sachs. Facebook propenderebbe però maggiormente per Morgan Stanley, vista la sua grande esperienza che nel campo delle IPO (Initial Public Offering) avendo già aiutato 23 società operanti su Internet a sbarcare a Wall Street, sebbene Goldman Sachs aveva curato negli scorsi mesi il collocamento privato di Facebook ma rischia di perdere la gara in questa particolare partita.

Qualora Facebook presentasse davvero la documentazione necessaria alla Sec, necessiterebbero almeno tre mesi per esaminare quanto necessario a far approdare Facebook in Borsa, sempre che non si incappi in eventuali problemi che farebbero slittare inevitabilmente i tempi. Nessuna conferma ufficiale è comunque arrivata la sospensione delle contrattazioni sul mercato secondario ha indicato piuttosto chiaramente una accelerazione delle procedure preliminari allo sbarco in Borsa del portale di Mark Zuckerberg.

Investendo in Borsa, Facebook potrà crescere ulteriormente e migliorare i propri introiti: oggi raccoglie denaro quasi esclusivamente dall’advertising, dunque avrebbe a disposizione un nuovo canale per aumentare i propri profitti. Di contro, investire può comportare ingenti rischi, soprattutto se la piattaforma dovesse avere in futuro problemi con la tutela della privacy o non dovesse riuscire ad esprimere un nuovo valore aggiunto rispetto agli altri competitor. Scrive Webnews nell’esprimere un commento sulla possibile valutazione di Facebook in Borsa: “Groupon si è quotato a fine 2011: esordio a 26 dollari, oggi gravita attorno a quota 20 dollari (-25% circa). LinkedIn si è quotato a metà 2011: esordio oltre i 90 dollari, picco a 110 dollari, caduta a 60 dollari a fine anno ed oggi gravita poco sopra i 70 dollari (-20% circa). Google ha fatto storia: esordio a 80 dollari e cavalcata trionfale fino ad oltre 700 dollari”. Bisognerà vedere come il Nasdaq peserà un vero e proprio social network qual è Facebook.