Finmeccanica, perdita netta 2011 a 2,3 miliardi

di Andrea Barbieri Carones

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Male i conti 2011 di Finmeccanica, presentati dal CEO Giuseppe Orsi: perdite nette a 2,3 miliardi e ricavi a -7%; nel 2012 attese dismissioni.

Finmeccanica ha chiuso il 2011 con dati preoccupanti, con una perdita netta di 2,3 miliardi di euro rispetto all’utile di 557 milioni registrato nel 2010 a causa di dovuta a fenomeni eccezionali e oneri non ricorrenti per 3,2 miliardi di euro.

Male anche i ricavi, che sono scesi del 7% fino a 17,3 miliardi mentre il margine lordo operativo (Ebitda) ha chiuso a 216 milioni. “Un dato – come dice la stessa azienda in una nota – che risente di eventi che presentano natura di eccezionalità e che riguardano accantonamenti, svalutazioni e extracosti per un totale di 1.094 milioni nei settori dell’aeronautica (per i programmi B787 e C27J) dello spazio (per il programma turco Gokturk), nell’elettronica per difesa e sicurezza (per attività di riposizionamento del business e rischi legati ad programmi in fase di revisione)”.

In calo anche gli ordini, che sono stati di 17,4 miliardi pari a un -22% rispetto al 2010, a causa soprattutto dell’elettronica per la difesa e la sicurezza, i trasporti e gli elicotteri.

L’indebitamento finanziario netto ha toccato quota 3,44 miliardi, che rappresentano un +10% rispetto ai 3,13 dell’anno precedente. “Ma l’assenza di necessità di rifinanziamento a breve e la durata media del debito, pari a circa 10 anni, garantiscono la solidità finanziaria del Gruppo” come ha sottolineato il direttore generale e CFO Alessandro Pansa.

Il free operating cash flow ha chiuso a -358 milioni mentre nel 2010 era a +443 milioni.

”I numeri dell’azienda sono effettivamente brutti: nella mia carriera non ho mai dato numeri così, ma credo che questa cosa, sotto la mia gestione, non avverrà più”, ha commentato il presidente e CEO di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, che ha sottolineato il fatto che il 2011 rappresenta un anno di transizione verso una nuova azienda che dovrà affrontare un mercato in evoluzione.

“Ci aspettano delle scelte – ha detto – e investire nei settori dove possiamo ottenere il maggior successo. Il piano presentato a novembre con la terza trimestrale sarà rispettato”. In sostanza, Finmeccanica punterà in 2 direzioni: da un lato interverrà per migliorare l’efficienza delle attività principali dell’azienda; dall’altro dismetterà le attività che non strategiche o prioritarie. Con questo secondo punto, avrà delle risorse per ridurre l’indebitamento visto che il valore complessivo sarà di circa 2 miliardi di euro, che colpiranno i settori dell’energia e dei trasporti e alcune partecipazioni di minoranza.

Quali? I vertici di Finmeccanica non si sono sbottonati, anche se si pensa che il gruppo potrebbe cedere il 15% di Avio e il 25% nel gruppo missilistico Mbda. “In ogni caso – ha detto lo stesso Orsi – la ristrutturazione sarà “pulita: senza aumenti di capitale, senza bad company e senza pesare sulle tasche altrui”.

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