Tagli alla spesa pubblica: Monti interpella il popolo Web

di Teresa Barone

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Una consultazione pubblica sulla spending review: Monti invita i cittadini a proporre strategie per tagliare la spesa pubblica, sfruttando il Web.

Il Governo Monti mette in atto il prossimo passo per definire la strategia più indolore per attuare la spending review, i tagli alla spesa pubblica stabiliti dal premier per rilanciare la crescita e favorire la ripresa dell’economia: anche i cittadini potranno esprimere la loro opinione inviando idee, consigli, proposte per limitare gli sprechi, il tutto via Web.

Per volere di Mario Monti, infatti, il sito del Governo ospiterà uno spazio aperto alla popolazione, unitamente a una sezione specifica finalizzata a illustrare la spending review in tutti i suoi meccanismi. Una piattaforma creata a favore dei cittadini per raccogliere possibili strategie di risparmio, bene illustrata in una nota diffusa da Palazzo Chigi: “Tutti i cittadini, attraverso il modulo ‘Esprimi la tua opinione’, hanno la possibilità di dare suggerimenti, segnalare uno spreco, aiutando i tecnici a completare il lavoro di analisi e ricerca delle spese futili. Con la spending review il governo è intervenuto analizzando le voci di spesa delle pubbliche amministrazioni, per evitare inefficienze, eliminare sprechi e ottenere risorse da destinare allo sviluppo e alla crescita“.

La proposta di Monti arriva in contemporanea con la nomina di Enrico Bondi come commissario per i tagli agli acquisti di beni e servizi nella Pubblica Amministrazione, il quale renderà noto il piano dettagliato per limitare le spese statali entro 15 giorni, conteggi che dovrebbero portare a un risparmio di circa 4,2 miliardi di euro, come sottolineato dallo stesso premier: “Nell’attuale situazione economica il governo ritiene necessario un intervento volto alla riduzione della spesa pubblica per un importo complessivo di 4,2 miliardi per l’anno 2012 al quale tutte le amministrazioni pubbliche devono concorrere“.

La revisione della spesa voluta dal governo andrà a toccare diversi settori, dal ridimensionamento delle strutture dirigenziali alla riduzione degli enti strumentali e vigilati e delle società pubbliche, dalla verifica degli immobili in uso alla limitazione dei costi per i contratti di affitto, fino alla restituzione all’Agenzia del Demanio dei locali di proprietà dello Stato non effettivamente utilizzati per necessità esistenti.

Sulla spending review divenuta oggetto di consultazione pubblica, analogamente a quanto accaduto poche settimane fa in materia di abolizione del valore legale della laurea, è già scontro tra esecutivo e sindacati, basti pensare a quanto affermato dal il segretario della Cgil Susanna Camusso: “È curioso e abbastanza strano: abbiamo un governo di tecnici che nomina dei tecnici e poi chiede alla popolazione di fare il lavoro che dovrebbero svolgere i tecnici che hanno nominato i tecnici. Che l’assurdità sta solo in questa sequenza“.