Italia ancora in recessione: cala il Pil

di Roberto Rais

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Italia in recessione: l'Istat indica che nel 1° trimestre del 2012 il PIL è sceso dello 0,8%, mentre per l'intero 2012 si prevede un -1,3%.

L’Italia si conferma in stato recessivo, già “ufficializzato” alla fine del 2011 con il secondo trimestre consecutivo di decrescita. Stando a quanto affermano gli ultimi dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, inotre, anche il primo trimestre del nuovo anno si sarebbe chiuso con risultati negativi, andando a peggiorare – come prevedibile – il trend al ribasso.

L’Istat afferma infatti come il dato congiunturale del Prodotto Interno Lordo per il primo trimestre del 2012 metta in luce una contrazione pari a 0,8 punti percentuali, contro la flessione dello 0,7% rilevata nel quarto trimestre del 2011, e di 0,2 punti percentuali nel terzo trimestre dello scorso anno. Un aggravamento della posizione produttiva tricolore, che potrebbe non aver toccato il fondo, visto e considerato che le stime nei confronti del secondo e del terzo trimestre 2012 sono tutt’altro che rosee.

Il dato congiunturale del Prodotto Interno Lordo italiano è pertanto il peggiore dal primo trimestre del 2009, quando il calo sul trimestre precedente era stato pari a 3,5 punti percentuali e risulta essere, per citare la nota Istat, “la sintesi di un aumento del valore aggiunto dell’agricoltura e di una diminuzione del valore aggiunto dell’industria e dei servizi“.

Sul fronte dei dati tendenziali, nel primo trimestre il Pil scende a -1,3%; anche in questo caso, il peggior termine di paragone, prima di oggi, era quello del 2009 quando, nel quarto trimestre, il Pil subì una flessione di 3,5 punti percentuali su base annua.

Le brutte notizie, purtroppo, non terminano qua. Stando alle previsioni per l’intero 2012, il Prodotto Interno Lordo acquisito per l’esercizio sarebbe pari a -1,3 punti percentuali. Ancora, si allarga in misura preoccupante il gap di crescita tra la Penisola, oramai in consolidato stato recessivo, e il resto del mondo, con gli Stati Uniti che nel corso dello stesso periodo conseguito un Pil in crescita, in termini congiunturali, di 0,5 punti percentuali, e il Regno Unito che “contiene” le perdite in un -0,2%. In termini tendenziali, il Prodotto Interno Lordo è aumentato del 2,1% negli Stati Uniti, mentre è rimasto stazionario oltre Manica.