Crisi auto, Fiat abbassa i target di vendita 2011

di Andrea Barbieri Carones

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In occasione dell'assemblea Exor, il presidente del gruppo Fiat, John Elkann, rivede al ribasso i target di vendita di auto del Lingotto in Europa.

La crisi nell’industria dell’auto ha costretto il gruppo Fiat ha rivedere al ribasso i target 2012 di vendita per l’Europa, confermando invece quelli relativi al mercato Usa, dove un ulteriore incremento nelle immatricolazioni è previsto nella seconda metà del 2012.

“Il mercato europeo è troppo debole” ha detto il presidente del gruppo, John Elkann, al termine dell’assemblea di Exor, la holding finanziaria della famiglia Agnelli. “Anche per questo intendiamo proseguire nella scalata della controllata Chrsyler, come detto dallo stesso CEO Sergio Marchionne alcuni giorni fa”. Il manager italo-canadese aveva infatti detto che vi erano buone probabilità che con l’arrivo di Luglio Fiat inizi la sua definitiva strategia volta a esercitare le opzioni di acquisto delle quote della Casa statunitense, che fino a oggi è controllata per il 58% dal Lingotto e per il restante 42% da Weba, un fondo pensionistico nelle mani del sindacato metalmeccanico americano Uaw; entro il 2016 – a colpi di piccole percentuali alla volta – Fiat e Chrysler saranno un’unica società.

John Elkann ha confermato poi  che l’azienda fondata dal suo bisnonno non ha alcun interesse per le azioni della Mazda, come molti credevano nei giorni scorsi alla luce di un accordo di cooperazione tra le due aziende volto alla creazione di una nuova sypder comune, da commercializzare però con marchi e motori differenti sui mercato di tutto il mondo, sulla falsariga di quanto avviene e avverrà in futuro anche con altre Case automobilistiche, con le quali si effettueranno sinergie o accordi di collaborazione.

La famiglia ha tuttavia ancora intenzione di investire, non solo nel resto del mondo ma anche in Italia anche se questa cosa “non dev’essere un fatto dovuto ma solo una precisa volontà aziendale. Exor continuerà a investire in Italia, come del resto è stato fatto negli ultimi 5 anni dove Fiat Industrial lo ha fatto stanziando 3 miliardi di euro e Fiat quasi 10. Dobbiamo però mirare i futuri investimenti, in modo da ridurre il perimetro delle nostre attività”.