Inchiesta agenzie di rating, Standard & Poor’s “manipolava i mercati”

di Andrea Barbieri Carones

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Secondo la magistratura, l'agenzia di rating Standard & Poor's manipolava i mercati finanziari italiani e puntava a destabilizzare il Paese.

I magistrati italiani hanno chiuso la prima parte dell’inchiesta contro l’agenzia di rating Standard & Poor’s, che secondo gli inquirenti “mirava a destabilizzare l’immagine, il prestigio e l’affidamento creditizio dell’Italia sui mercati finanziari, oltre che a indebolire l’euro e a deprezzare i titoli di Stato italiani attraverso una serie di artifici che avrebbero potuto cagionare alla Repubblica italiana un danno patrimoniale di rilevantissima gravità”.

Il pm di Trani, che sta conducendo indagini sulle agenzie di rating, sembra dunque determinato ad andare fino in fondo per colpire la multinazionale americana del rating, che il 13 gennaio scorso declassò l’Italia e diversi altri paesi europei con i mercati ancora aperti.ha accusato

Il magistrato, in particolare, ha accusato il presidente di S&P Financial Service, Deven Sharma, e altri 4 manager dell’agenzia, del reato di “manipolazione del mercato, continuata e pluriaggravata” con l’aggravante della “rilevante offensività dei comportamenti perché commessi in danno dello Stato sovrano italiano”. Pronta la risposta dell’agenzia di rating che ha detto di ritenere infondate e prive di prove le accuse delle magistratura italiana. “Continueremo a difendere strenuamente le nostre azioni e la reputazione della società e delle nostre persone”.

A far partire le indagini fu una denuncia da parte di Adusbef, che ha portato a un capo d’accusa che parla di manipolazione del mercato pluriaggravata e continuata, come reso noto dal presidente dell’associazione, Elio Lanutti, e dal presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti: “L’ inchiesta sulle agenzie di rating coordinata dal pm Michele Ruggiero della procura di Trani prese le mosse nell’ estate 2010, in seguito a una denuncia di Adusbef e Federconsumatori sull’ operato di Moody’ s. In particolare, a Moody’ s veniva imputato il report del 6 maggio 2010 che definiva l’Italia un Paese a rischio. L’ inchiesta si è poi arricchita dei casi relativi a S&P e Fitch. Adusbef e Federconsumatori – continua la nota – grate alla Procura di Trani ed al PM Michele Ruggiero, si costituiranno parte civile nel processo, a nome di migliaia di risparmiatori frodati”.

Nell’avviso in cui si comunica la conclusione delle indagini si fa riferimento a 4 date chiave: venerdì 20 maggio 2011, venerdì 1 luglio 2011, lunedì 5 dicembre 2011 e venerdì 13 gennaio 2012.Secondo il magistrato, Standard & Poor’s per elaborare e valutare il rating dell’Italia impiegò “analisti (non identificati) inesperti e incompetenti, decidendo in seguito di emettere comunicati aai mercati in modo selettivo e mirato in relazione ai momenti di maggiore criticità della situazione politica economica italiana”.

Gli inquirenti hanno consegnato il documento di accusa anche alla Consob, che ora avrà facoltà di valutare una eventuale sospensione dell’attività di Standard & Poor’s in Italia.

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