Fmi: Italia spinga su riforma del lavoro e competitività

di Teresa Barone

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Priorità alla riforma del lavoro e alla privatizzazione: lo auspica il Fmi, mentre Passera annuncia novità entro la fine di giugno.

Il Fondo Monetario Internazionale ammonisce l’Italia: per uscire dalla crisi economica e favorire la crescita è necessario insistere sulla riforma del lavoro e promuovere la competitività, entrambe misure necessarie al fine di concretizzare i progressi compiuti finora e spingere verso lo sviluppo, una strategia che deve essere attuata a livello europeo per rinnovare la stabilità in tutta l’eurozona.

Una ricetta chiara e incentrata su ampie modifiche strutturali quella proposta dal Fmi, che sottolinea come la riforma del lavoro possa senza dubbio favorire la crescita del Paese, pur senza portare risultati visibili in tempi brevi. L’organizzazione con a capo Christine Lagarde ha infatti ribadito che: “Bisogna essere realisti ed essere consapevoli che l’impatto a breve termine sulla crescita sarà probabilmente modesto“. Nonostante ciò una nuova legge che regoli il mercato occupazionale in Italia è più che mai necessaria, come anche nuove misure volte a promuovere la competitività e a favorire le liberalizzazioni: “Il governo Monti deve incoraggiare le privatizzazioni sia a livello centrale sia a livello dei governi locali per frenare il coinvolgimento dello stato nell’economia e ridurre il debito.”

Il Fmi esorta quindi l’Italia verso la promozione delle privatizzazioni, invitando anche ad accelerare i tempi di approvazione della riforma: un pensiero condiviso dal Ministro Corrado Passera e reso noto nel corso di un convegno tenutosi ad Assisi. Il capo del dicastero dello Sviluppo Economico, infatti, ha affermato che esistono buone possibilità di definire la riforma del lavoro entro il 28 giugno, e quindi prima del Consiglio della UE.

Da parte di Passera, che a sua volta spera in un incontro proficuo non solo per la Nazione ma per tutta l’Europa, c’è infatti molta attenzione verso le tematiche inerenti il mercato del lavoro e l’urgenza di creare nuove opportunità occupazionali. L’ipotesi che la riforma venga approvata prima del vertice europeo di fine mese è più che concreta, come afferma lo stesso Ministro: “La riforma è già stata approvata da un ramo del Parlamento, quindi ci sono tutti i presupposti per cui si possa arrivare con anche questa riforma conclusa“.