Riforma del lavoro: gli emendamenti

di Andrea Barbieri Carones

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Sulla riforma del lavoro prevista dal ministro Fornero pendono una decina di emendamenti presentati da sindacati, Confindustria e forze politiche.

La riforma del lavoro messa a punto dal governo Monti e dal ministro Fornero potrebbe essere modificata da una decina di emendamenti presentati dalle forze politiche che sostengono l’esecutivo e dalle forze sociali: alcune di queste arrivano da proposte contenute da un documento comune dei sindacati Cgil, Cisl e Uil e da Confindustria, mentre altre sono state avanzate direttamente dai partiti che siedono alla Camera e al Senato.

La prima cosa che salta all’occhio è che si è stabilito un rinvio (al 2014) per l’entrata in vigore dell’Aspi, quella indennità di disoccupazione per la quale si è tanto discusso negli ultimi mesi e che doveva prendere il posto della mobilità. Per quell’anno è stato anche rinviato l’aumento dei contributi previdenziali a carico delle partite Iva. E’ invece legato alle partite iva quell’emendamento che prevede l’introduzione di criteri più vantaggiosi per i datori di lavoro sulla definizione di “fasulle” di quelle partite iva che invece nascondono dei rapporti di lavoro che de facto sono di tipo subordinato: in questo caso, gli 8 mesi di committenza unica saranno valutati su 2 anni e non più su un anno solo. In altre parole: se lo stipendio che l’azienda dava al collaboratore superava l’80% dei suoi introiti era da considerare un lavoratore dipendente. L’arco di tempo, come detto, è stato raddoppiato.

Rinvio anche per l’aumento dei contributi pensionistici per i collaboratori e i titolari dei contratti a progetto: solo nel 2014 si passerà dal 27 al 33%. Tra i 10 emendamenti c’è anche quello di permettere la possibilità di cumulare la cassa integrazione con i voucher stagionali e di ripristinare la cassa integrazione straordinaria per quelle aziende in difficoltà e che in alcuni casi potranno partecipare a bandi di gara se danno prova di poter riprendere l’attività d’impresa.

C’è poi un emendamento che riguarda la flessibilità: l’intervallo di tempo che per legge deve intercorrere tra un contratto a termine e il successivo dovrà essere lasciato alla libera contrattazione tra le parti e non sarà valido per i lavori stagionali. Le aziende potranno poi inserire apprendisti in tutti i settori produttivi e anche nelle aziende di lavoro interinale.

C’è poi una proposta che prevede di dare a un lavoratore in cassa integrazione la possibilità di percepire fino a 3000 euro di voucher per lavoro accessorio e stagionale. Fra le richiete anche quelle del non conteggio per i contratti a termine sino a 6 mesi sulla base del calcolo dell’organico per l’obbligo di assunzione degli invalidi quella di agevolare i trasferimenti d’azienda o di rami d’azienda in caso di fallimento.

Non è ancora stato deciso se i cambiamenti saranno introdotti con il “decreto sviluppo” o se certe norme siano comprese nella legge sulla spending review, visto che gli emendamenti potrebbero essere considerati estranei alla materia trattata. In particolare, il rinvio dell’Aspi e quello dell’aliquota prevista per i lavoratori con partita iva richiedono una copertura finanziaria che potrebbero entrare nella legge sulla revisione della spesa dello Stato.

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