Richard Ginori, chiusura il 31 luglio

di Andrea Barbieri Carones

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Chiusura in vista per la Richard Ginori: l'azienda potrebbe terminare la produzione il 31 luglio e i 337 dipendenti andare in cassa integrazione.

Chiude una delle più antiche aziende attive nella produzione della porcellana, della maiolica, della terriglia e della ceramica: la Richard Ginori, fondata addirittura nel 1735 a pochi chilometri da Firenze, non ha retto infatti la concorrenza con l’Asia e dopo un incontro tra istituzioni, sindacati e rappresentanti del collegio dei liquidatori ha deciso di terminare la produzione a partire dal 31 luglio prossimo.

La chiusura da parte dell’attuale proprietà significherà la cassa integrazione per i 337 dipendenti dello stabilimento di Sesto Fiorentino, che ancora per un po’ di tempo manterrà accesi i forni, spegnendo tuttavia i progetti di rilancio dell’immagine tristemente naufragati nel corso delle settimane e dei mesi.

Nel frattempo, sembra che una cordata di imprenditori si sarebbe mossa per rilevare l’azienda, che ha comunque un brand molto noto nel mondo: i nomi dei possibili salvatori sarebbero la Sambonet – società fondata a Vercelli nel 1856 e attiva nel settore delle posate e nel vasellame – e gli americani della Lenox, oltre a una cordata di piccoli imprenditori. I nomi sono arrivati sul tavolo dei commissari liquidatori nel corso delle ultime settimane. Una volta che le offerte di acquisto venissero formalizzate dop ola procedura della due diligence, lo stabilimento di Sesto Fiorentino potrebbe ritornare all’attività.

L’obiettivo dei commissari è presentare entro il mese di agosto la proposta di concordato preventivo, la procedura concorsuale attraverso la quale il management di un’azienda cerca un accordo con i suoi creditori per non vedere fallire la società.

La Richard Ginori avrebbe accumulato debiti per circa 70 milioni di euro, 36 dei quali verso creditori privilegiati. Se si arrivasse al concordato, le istanze di fallimento depositate presso il Tribunale di Firenze potrebbero essere congelate e si potrebbe proseguire nel tentativo di salvataggio della storica azienda.

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