Fitch declassa 7 banche italiane

di Teresa Barone

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Sette istituti di credito medi hanno subito il taglio del rating da parte di Fitch, che annuncia una crescita zero per il paese anche nel 2013.

La scure dell’agenzia di rating Fitch si abbatte sulle banche italiane di media dimensione: a subire il declassamento con il taglio del rating di insolvenza sono sette istituti di credito la cui liquidità è stata nettamente compromessa nel corso dell’ultimo anno, con il peggioramento delle condizioni di finanziamento e la sempre più delicata situazione causata dalla richiesta di fondi alla Banca Centrale Europea da parte delle banche nazionali.

Il declassamento stabilito dall’agenzia di rating, sancito in seguito alla revisione periodica, ha coinvolto nel dettaglio la Banca Popolare di Sondrio, il Banco di Desio e della Brianza (con il passaggio da A- a BBB+), la Banca Popolare di Milano (declassata da BBB a BBB), la Banca Carige, la Banca Popolare di Vicenza, il Credito Valtellinese e Veneto Banca (con il taglio da BBB a BB+). Gli unici istituti per i quali è stata confermata la valutazione sono la Banca Popolare dell’Emilia Romagna e Credito Emiliano, rispettivamente fermi a BBB e BBB+.

È sempre Fitch a tracciare un quadro poco rassicurante dell’economia italiana lanciando un preoccupante allarme anche per il futuro: se il PIL si abbasserà dell’1.9% entro la fine del 2012, per il 2013 le previsioni di crescita sono pressoché nulle. Per quanto concerne il rating sovrano della penisola, invece, l’agenzia ha recentemente deciso di confermare il valore A-, in attesa si verificare a breve come si evolverà la situazione finanziaria in Europa, come ha sottolineato il senior director di Fitch Alessandro Settepani: “In luglio Fitch ha fatto un comitato che ha deciso di confermare il rating A- dell’Italia. Riteniamo di essere in una fase che non giustifichi un’azione di rating. Ora bisogna vedere cosa succederà a livello europeo e di tassi di finanziamento“.

Se l’Italia avanza a rilento, non va meglio negli USA. A fare scalpore a livello internazionale è infatti l’annuncio diffuso dall’agenzia che parla di un possibile declassamento anche oltreoceano, con la perdita della tripla A e la replica di quanto sancito un anno fa da Standard & Poor’s con il passaggio dal AAA ad Aa+, un evento mai accaduto prima. Il rischio è stato ribadito dal direttore di Fitch David Riley, mettendo in evidenza come il Governo statunitense debba necessariamente intervenire in merito al “fiscal cliff“: “È necessario risolvere la questione delle tasse e della spesa, si devono prendere decisioni e fissare un piano per ridurre deficit e debito in modo sensibile. Se non ci sarà un piano entro la prima metà del 2013, c’è una significativa minaccia di perdita della tripla A assegnata da Fitch“.

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