Fiere: Big Blue per la ripresa del settore nautico

di Liliana Adamo

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Insieme per salvare la nautica, Big Blue e altre associazioni del mare, cercano soluzioni per un settore colpito drammaticamente dalla crisi.

La nautica e la navigazione sportiva rappresentavano un fiore all’occhiello della produzione italiana fino al 2008: fra diretti e indotti, dava lavoro a circa 150.000 persone, partecipando al PIL della Penisola con quasi 6 miliardi d’euro. Allo stato attuale la situazione è la seguente: il mercato interno ridotto al 60%, le esportazioni del 33, le maestranze a meno della metà.

Con “Rilancio turistico e sportivo delle coste italiane, attraverso un progetto politico d’insieme, come componente primaria della ‘green economy'”, gli Stati Generali della Nautica (vale a dire Big Blue, insieme alle più importanti associazioni del settore), si sono riuniti a Roma per riferire a governo e media, proposte concrete avendo a cuore un solo obiettivo: rilanciare il turismo costiero e con esso, l’intero comparto nautico.

Secondo i promotori dell’incontro, Big Blue, Salone della Nautica e del Mare e CUN (Consulta dell’Utenza Nautica), i recenti provvedimenti fiscali del governo rischiano addirittura d’affossare del tutto un comparto che fino a qualche anno fa era trainante nella produzione nazionale; rilevando, inoltre, di un atteggiamento spesso dettato da preconcetti demagogici nel vedere il settore unicamente come ambiente di privilegiati ed evasori.

In realtà, la nautica riesce ancora a occupare migliaia di persone, sia direttamente che nell’indotto, mentre il turismo costiero resta un fattore vitale per l’Italia; dunque, a conti fatti, se non si riesce a recuperare il settore nautico, sarà difficile per l’intero sistema economico nazionale sollevarsi dalla crisi.

La Consulta dell’Utenza Nautica, formata da un milione d’utenti e moltissimi appassionati per attività nautiche, sport, tempo libero, nasce con la precisa volontà d’interloquire con le istituzioni, vagliando istanze e proposte capaci di mettere un freno ai danni provocati dalla crisi che non sono pochi: gli ultimi dati Ucina (Unione Nazionale Cantieri Industrie Nautiche e Affini) parlano di un fatturato globale 2010 pari a 3,3 miliardi di euro, dimezzato rispetto ai valori degli anni precedenti (2007/2008).

Fra i molti interventi, il senatore Mario Cutrufo ha affermato come: “Le istituzioni hanno il dovere di riconoscere la nautica d’interesse nazionale. Bisogna rilanciare il settore e, in particolare, la nautica da diporto. Il 51% delle imbarcazioni circolanti ha oltre 15 anni, una barca di questo tipo vale il 10% dell’acquisto iniziale, purtroppo, questo per la finanza è irrilevante ma oggi più che mai è necessario distinguere per non rischiare d’uccidere il comparto nautico”.

Il presidente Fiera di Roma, Mauro Mannocchi, ha evidenziato precise esigenze per restituire dinamismo non solo al settore ma all’intero assetto economico del paese: “I circa 8.000 chilometri di coste, per maggior parte balneabile, rappresentano una grande ricchezza e un’incredibile opportunità anche in termini economici, possono creare ricchezza e posti di lavoro. E’ evidente, però, che gli sforzi investiti nello sviluppo costiero e nella promozione turistica debbano essere fatti in un’ottica di green economy, per uno sviluppo ecosostenibile, in modo da salvaguardare il patrimonio naturale”. Temi che saranno approfonditi dal Big Blue dal 20 al 24 febbraio prossimo con un ricco carnet di convegni, riunioni e confronti, discutendo del mare a 360 gradi, con l’impegno di divulgare il mondo della nautica anche al grande pubblico.

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