Legge di stabilità, ecco i dettagli

di Andrea Barbieri Carones

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Con la legge di stabilità il governo aumenta l'Iva dell'1% e taglia l'Irpef per i redditi più bassi; spending review per gli enti locali.

Un taglio del’Irpef per i redditi più bassi e un aumento dell’Iva di un punto percentuale, che così passa al 22%. Poi tagli da 10 miliardi per gli enti locali, nell’ottica di recuperare risorse per evitare un ulteriore aumento dell’Iva in modo che non salga al 23%, e 3,5 miliardi di euro destinati ad aumentare la produttività. Ecco i punti principali della legge di stabilità, approvata dal governo e destinata a suscitare polemiche.

Tra le misure dell’esecutivo anche “spending review” per regioni, Sanità e pubblico impiego: per quest’ultimo, confermato lo stop agli aumenti di stipendio per i lavoratori dello Stato. C’è poi il blocco dell’acquisto di nuovi immobili da parte delle amministrazioni pubbliche di tutta Italia, stop all’acquisto di nuove auto e anche alla sottoscrizione di contratti di leasing.

La riduzione di 2 aliquote Irpef, che passano dunque dal 23 al 22% e dal 27 al 26%, costerà circa 5 miliardi di euro: per i redditi sotto i 15mila euro non cambia sostanzialmente nulla mentre per i redditi superiori, partono i tagli alle agevolazioni fiscali, con l’istituzione di un tetto da 3mila euro alle detrazioni mentre per alcune deduzioni viene introdotta una franchigia da 250 euro.

Arriva la Tobin tax, ossia la tassa sulle transazioni finanziarie (sono esclusi i titoli di Stato), che verrà introdotta anche da parte di altri 10 Paesi europei (Germania, Francia, Slovacchia, Portogallo, Belgio, Slovenia, Austria, Grecia, Estonia e Spagna) in linea con gli accordi presi con la Commissione europea.

Gli aumenti salariali entro i 3mila euro lordi derivanti dall’aumento della produttività o al miglioramento dell’innovazione o dell’efficienza organizzativa saranno tassati del 10% a partire dal 2013. La legge di stabilità prevede poi misure ad hoc per sbloccare i debiti che la pubblica amministrazione ha nei confronti di molte aziende.

Cenno anche a università, beni del demanio e “TAV e trasporti“: nel primo caso, il budget potrà crescere del 3% l’anno, mentre per alcuni enti di ricerca potrà salire al 4%. Nel secondo caso, il governo dà il via libera alla vendita di beni demaniali attraverso fondi immobiliari. Nel terzo caso, via libera al finanziamento di studi, progetti e lavori di costruzione di ferrovie ad alta velocità: in questo caso sono stati stanziati ben 800 milioni di euro. A questo si aggiungeranno 300 milioni derivanti dal pagamento delle penalità per il blocco alla costruzione del ponte di Messina. Dal 2013, il trasporto pubblico locale riceverà 1,6 miliardi di euro, le ferrovie ne riceveranno 800 milioni e l’Anas altri 300.