Sogin smantella centrale nucleare di Trino Vercellese

di Andrea Barbieri Carones

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La Sogin ha definito strategia e tempistica che porteranno allo smantellamento della centrale nucleare “Enrico Fermi”, situata nel comune di Trino Vercellese. L’operazione, che oltre alla demolizione fisica dell’impianto prevede anche lo smaltimento di 2mila tonnellate di rifiuti radioattivi (circa 47 barre) e la bonifica dell’area sui cui sorge, durerà 12 anni e porterà alla piantumazione di diversi alberi di pioppo come era in origine.

Per effettuare tutte queste operazioni, serviranno 234 milioni di euro che riporteranno l’area allo stesso stato in cui si trovava nel 1961, quando fu dato il via ai lavori di costruzione di questa centrale da 260 Megawatt entrata in funzione nel 1964 e chiusa nel 1987 sull’onda del guasto alla centrale di Chernobil e in seguito al referendum che abrogò sostanzialmente l’impiego dell’energia atomica in Italia. Nella sua vita ha prodotto un totale di 26 miliardi di kWh di energia elettrica.

In realtà le operazioni di smantellamento sono iniziate alcuni anni fa e hanno interessato la demolizione delle torri di raffreddamento e altre parti della struttura sulle rive del Po. In particolare, è stata eseguita la bonifica dell’amianto.

La spesa complessiva che servirà alla società di Stato incaricata della bonifica dei siti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi cade sulle spalle di tutti gli italiani, che nelle loro bollette pagano regolarmente una cifra destinata proprio allo smantellamento delle centrali nuclearei situate sul territorio nazionale. I lavori di decontaminazione e smantellamento saranno articolati in 4 fasi: adeguamento dei depositi temporanei, realizzazione delle strutture di supporto ai lavori di ”decommissioning”; smantellamento dei sistemi e dei componenti dell’ ”isola nucleare” e rilascio del sito senza vincoli di natura radiologica.

”Smantellare il sito – precisa la Sogin – produrrà un totale di 214mila tonnellate di materiale. Il materiale radioattivo, sarà stoccato in sicurezza nell’impianto in attesa del loro successivo conferimento al deposito nazionale”.

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