Istat: meno imprese ma più valore aggiunto

di Floriana Giambarresi

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Calano addetti e numero delle imprese ma aumenta la produzione di valore aggiunto: è quanto comunica l'Istat con i dati relativi al 2010.

Istat (Istituto di Statistica) ha condiviso dei dati utili a comprendere la situazione delle imprese e dei servizi di mercato nel 2010: calano gli addetti e il numero delle imprese attive nel settore, ma aumenta il valore aggiunto delle stesse.

Erano 4.372.143 le imprese attive nel 2010 in cui lavoravano circa 16,7 milioni di addetti, di cui solo 11,2 milioni sono dipendenti. La dimensione media delle imprese è di circa 3,8 addetti a testa, mentre la produzione del valore aggiunto delle imprese italiane è pari a 708 milioni di euro, ovvero in media 42,4 mila euro per addetto.

Il costo del lavoro per ogni dipendente è di circa 34 mila euro e la retribuzione lorda è di 24,4 mila euro, con un incidenza dei profitti lordi sul valore aggiunto del 26,6%. Confrontando tali dati con quelli dell’anno precedente (il 2009), Istat comunica che si è verificata una flessione del numero delle imprese italiane pari allo 0,3% e anche di addetti ai lavori, che ha fatto segnare un -1,6%. Percentuale che invece vede una crescita positiva, del 12,3%, per quanto riguarda la produzione di valore aggiunto.

La struttura produttiva italiana continua ad essere caratterizzata da una vastissima presenza di micro-imprese, ovvero quelle imprese che contano meno di dieci dipendenti, le quali rappresentano il 94,9% del totale delle imprese attive e che coprono il 31,1% del valore aggiunto. Le grandi imprese ammontano a sole 3,495 unità e pesano il 31,9% del valore aggiunto prodotto e per il 19% degli addetti.

A livello territoriale, le imprese italiane che risiedono nelle regioni nord-occidentali e nord-orientali del Paese contribuiscono, insieme, al 61,9% della creazione del valore aggiunto dell’Italia, con rispettivamente il 37,7% e il 24,2%. Al Centro tale percentuale è del 20,3% e nel Mezzogiorno, invece, del 17,8%.