A2A: utili in crescita, ok al piano industriale

di Teresa Barone

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A2A dà il via libera al piano industriale 2013-2015 basato su nuovi investimenti, e mostra utili in crescita nei primi 3 trimestri del 2012.

I primi nove mesi del 2012 hanno portato utili in crescita per A2A, che ha visto salire anche il fatturato passato da 4,3 a 4,9 miliardi di euro. La multiutility lombarda ha inoltre consolidato l’indebitamento finanziario netto, fermo 4,58 miliardi di euro.

Confrontando le cifre con il medesimo periodo del 2011, A2A ha chiuso i primi tre trimestri dell’anno in corso con utili netti fino a 169 milioni di euro, contro i 114 miliardi dell’anno scorso. Sono dati positivi che spingono gli analisti a fare previsioni ottimiste per il quarto trimestre, come è stato confermato in una nota stampa del gruppo: “Si confermerà il buon andamento gestionale sinora osservato, e consentirà alla società di chiudere l’esercizio con una marginalità industriale in crescita rispetto all’anno precedente e con un utile di esercizio (nel quarto trimestre del 2011 le svalutazioni connesse all’operazione di riorganizzazione Edison-Edipower avevano invece pesato negativamente sull’intero risultato dell’anno chiusosi in perdita)”.

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L’azienda ha inoltre approvato il nuovo piano industriale 2013-2015, un programma basato su più linee di intervento che ruotano intorno alla promozione di nuovi investimenti industriali per circa 1,2 miliardi di euro nell’arco dei prossimi tre anni. Obiettivo primario è anche la riduzione dell’indebitamento insieme al rafforzamento patrimoniale, tanto che si prevede un debito netto in calo di quasi 1,5 miliardi di euro.

Punto chiave del nuovo piano strategico è l’aggregazione delle attività ambientali in un unico soggetto: si chiamerà A2A Ambiente e la sua funzione è stata illustrata dai leader dei Consigli di sorveglianza e di gestione, rispettivamente Pippo Ranci e Graziano Tarantini: “Noi ci presenteremo al mercato come principale attore in campo ambientale in Italia. Innovare vuol dire guardare anche in prospettiva a come le emergenze ambientali possono diventare delle opportunità“.