Trimestrale negativa per Monte Paschi Siena

di Roberto Rais

scritto il

La maggior parte dei dati economico finanziari in sofferenza

 

Monte dei Paschi di Siena ha chiuso il terzo trimestre dell’anno con un risultato negativo per 47,7 milioni di euro. Complessivamente, la perdita relativa ai primi nove mesi dell’anno è stata pari a 1,665 miliardi di euro a fronte di un utile di 303,5 milioni di euro conseguito nello stesso periodo del 2011. A comunicarlo è una nota della società, che ha sottolineato come il risultato consideri gli effetti della Ppa per 39 milioni di euro e, soprattutto, le svalutazioni per oltre 1,5 miliardi di euro.

Tra gli altri principali dati economico finanziari, il margine della gestione finanziaria e assicurativa del gruppo è stata pari a 4,182 miliardi di euro, in incremento dello 0,7 per cento su base annua, mentre il margine di intermediazione primario ha toccato quota 3,319 miliardi di euro, in calo rispetto ai 3,874 miliardi di euro dei primi nove mesi del 2011. Il margine di interesse si è invece attestato a 2,369 milioni di euro, in flessione rispetto ai 2,512 miliardi di euro al 30 settembre 2012, con commissioni nette pari a 1,250 miliardi di euro (ex 1,362 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2011).

Ancora, sul fronte patrimoniale, Monte dei Paschi di Siena rende noto che a fine settembre i crediti alla clientela sono ammontati a quota 145 miliardi di euro, in stabilità sui livelli del primo semestre dell’anno. Dell’ammontare dei crediti, quelli deteriorati sono circa 17 miliardi di euro, pari al 12 per cento. Nel trimestre si è inoltre registrato un forte incremento dei crediti dubbi per 1,4 miliardi di euro, soprattutto a causa dell’apprezzamento degli incagli (+ 781 milioni di euro).

In termini di copertura, quella sui crediti deteriorati è oggi pari al 38,4 per cento, in calo dello 0,8 per cento rispetto a giugno. Rimane invece stabile al 55 per cento la copertura sulle sofferenze. Infine, il rapporto tra rettifiche nette di periodo e impieghi alla clientela genera un tasso di costo del credito dell’1,19 per cento, in crescita dello 0,03 per cento rispetto a giugno. La raccolta diretta ammonta a 135 miliardi di euro, in apprezzamento di 3 miliardi di euro sul termine del secondo trimestre.