Windjet chiede risarcimento ad Alitalia

di Andrea Barbieri Carones

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La compagnia aerea Windjet chiede un risarcimento da 162,5 milioni di euro ad Alitalia, sentendosi danneggiata dalla mancata fusione con il vettore.

Nuovo contenzioso per Alitalia: dopo che il Consiglio di Stato ha accolto parzialmente il ricorso della compagnia aerea non soddisfatta della sentenza del Tar che l’obbligava ad abbandonare 4 coppie di slot sulla tratta Milano Linate-Roma, è ora la volta di Windjet. Il vettore siciliano ha infatti chiesto un risarcimento danni da 162,5 milioni di euro all’azienda guidata da Andrea Ragnetti in seguito alla fallita trattativa di incorporazione della scorsa estate.

La low cost fondata nel 2003 da Antonino Pulvirenti, infatti, si è sentita danneggiata dall’operato di Alitalia, quando sembrava che andasse in porto l’operazione di acquisto da parte di quest’ultima. Per questo motivo, Windjet – che il 12 agosto scorso ha sospeso le operazioni di volo ed è entrata in concordato preventivo – ha ufficialmente chiesto “di accertare i profili di responsabilità civile di Alitalia-Cai in seguito a un gravissimo pregiudizio sofferto“.

In altre parole, i legali di Pulvirenti ritengono che la la trattativa durata 7 mesi e volta a incorporare in Alitalia l’azienda siciliana fu condotta con l’unico scopo di provocare danni a Windjet e vantaggi a Cai, che avrebbe tratto profitto dal fatto che la prima avrebbe cambiato rotte e tariffe in vista di una fusione che poi non è avvenuta. “C’è stata una concorrenza sleale per annientamento” recita una nota arrivata da Catania.

“Nell’ambito delle discussioni e negoziazioni avviate a novembre 2011, Alitalia ha richiesto a Windjet la consegna dei principali dati economico-patrimoniali, nonché delle informazioni industriali, legali, contrattuali, di business, di network e di politiche tariffarie al fine di valutare la fattibilità dell’operazione e l’entità dell’investimento da sostenere. Windjet ha ottemperato diligentemente a tutte le richieste formulate, mentre Alitalia ha preteso, sin dai primi giorni di gennaio 2012, che Windjet, dietro la rassicurazione della imminente sottoscrizione di un memorandum d’intesa uniformasse da subito alle proprie richieste capacità e prezzi offerti all’utenza, sì da trarne immediato beneficio, senza riguardo per qualsivoglia potenziale riverbero negativo nell’andamento delle vendite per l’attrice”.

Dal canto suo, una nota del vettore tricolore respinge ogni accusa parlando di “accuse senza fondamento” mentre “non è stato notificato, al momento, alcun ricorso da parte di WindJet”. La palla ora è in mano della Procura di Catania, che ha provveduto a perquisizioni, pure senza iscrivere nessuno nel registro degli indagati.

Nel frattempo, come detto, buone notizie (per Alitalia) arrivano dal fronte caldo sulla cessione di 4 coppie di diritti di decollo e atterraggio sulla tratta aerea Linate-Fiumicino. In un primo tempo, l’Antitrust aveva deciso che questi slot andassero ceduti, mettendo fine al monopolio sulla rotta. Il TAR aveva però respinto il ricorso della compagnia che si sentiva danneggiata dalla decisione, in quanto riteneva che sulla Milano-Roma la concorrenza ci fosse e fosse rappresentata dal treno Frecciarossa. Il vettore che aveva vinto la gara per l’assegnazione di questi diritti era easyJet, che già opera sulla Malpensa-Fiumicino.

Per ora, il Consiglio di Stato ha bloccato la procedura, fissando per il 22 gennaio l’udienza pubblica. La partita sulla rotta aerea più redditizia d’Italia rimane aperta.